Rimini. Omicidio Tania Sperindio. L'ex compagno confessa davanti al Gip: "Ho avuto un black out".

Immagine della notizia (Immagine di Il Malatestiano su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Rimini. Omicidio Tania Sperindio. L'ex compagno confessa davanti al Gip: "Ho avuto un black out".

"Ho fatto una cosa di cui non riesco a darmi una ragione". È la frase che Mario Bonifazi, 71 anni, pensionato e gravemente indiziato per l'omicidio dell'ex moglie Tania Sperindio, avrebbe ripetuto più volte davanti al gip di Rimini, Raffaella Ceccarelli, durante l'interrogatorio di convalida. La donna, 63 anni, è stata uccisa nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 luglio, nel locale caldaia situato al piano seminterrato della villa di via Agello 19, a Mulazzano di Coriano.

L'interrogatorio si è svolto ieri, venerdì 17 luglio 2026, nel carcere Casetti di Rimini. Il 71enne ha risposto alle domande della giudice, ricostruendo quanto accaduto in quel tragico pomeriggio. Più volte, però, ha ribadito di non ricordare i momenti dell'aggressione, parlando di un vuoto improvviso, come se fosse stato colto da un raptus di cui ancora oggi non riesce a spiegarsi l'origine.

Secondo la ricostruzione emersa finora, Bonifazi non avrebbe partecipato al sopralluogo del geometra incaricato dall'ex moglie di predisporre la vendita dell'abitazione. Mentre il professionista era all'interno della villa, il 71enne sarebbe rimasto all'esterno a svolgere alcuni lavori di giardinaggio. Terminato il sopralluogo, tra gli ex coniugi sarebbe scoppiata una discussione e, proprio mentre la donna stava per lasciare la casa, si sarebbe consumata la violenta aggressione. Il martello sequestrato dagli investigatori è ritenuto la possibile arma del delitto.

Bonifazi è assistito dagli avvocati Paolo Gasperoni e Federico Vici. "Inizia ad avvertire il contraccolpo per una vicenda più grande di lui – spiega il legale Paolo Gasperoni –. Pur in un quadro estremamente complesso, si è messo a completa disposizione del giudice, rispondendo in maniera puntuale a tutte le domande. Solo adesso sta iniziando a rendersi conto di quanto accaduto: non riesce a darsi pace e continua a sostenere di non ricordare nulla di quei momenti, come se avesse avuto un black out".

Alla base dei contrasti, secondo la difesa, non ci sarebbero mai state motivazioni legate alla gelosia, ma esclusivamente questioni economiche. "Aveva accettato la volontà della moglie di separarsi – aggiunge Gasperoni –. Il nodo riguardava soltanto la gestione della casa e della situazione patrimoniale".

Il 71enne ha inoltre confermato di essere stato lui a chiamare per primo i Carabinieri. Quando si sarebbe ripreso e avrebbe visto l'ex moglie riversa a terra, avrebbe iniziato a rendersi conto della gravità di quanto era appena accaduto. (di Stefano Zavagli – RiminiToday)

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