Busto Arsizio. Omicidio Vasilica Potincu a Legnano. Andrea Mostoni condannato in primo grado all'ergastolo.
Ergastolo per Andrea Mostoni. È la sentenza pronunciata dalla Corte d'Assise di Busto Arsizio nel processo per l'omicidio di Vasilica Potincu, la donna trovata senza vita il 25 maggio dello scorso anno in un appartamento di via Stelvio a Legnano.
Il verdetto è arrivato poco prima delle 17:00 di oggi, martedì 14 luglio 2026, al termine di circa sette ore di camera di consiglio. L'Assise, presieduti da Rossella Ferrazzi con Daniela Frattini e i giudici popolari a latere, hanno accolto la richiesta del pubblico ministero Ciro Caramore, riconoscendo l'aggravante dello stalking, ma escludendo quella della premeditazione.
Secondo l'accusa il 26enne, cliente della lavoratrice del sesso, aveva prestato circa 50mila euro alla donna della quale si era invaghito nella speranza di avere con lei una relazione. Quando ha capito che questo non sarebbe mai accaduto ha iniziato a chiedere la restituzione del denaro in modo sempre più insistente. Davanti al rifiuto della donna l'avrebbe uccisa.
Mostoni, operaio di Robecco sul Naviglio, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. La difesa, rappresentata dall'avvocata Emanuela Re, aveva chiesto l'assoluzione sostenendo che durante il dibattimento non fossero emersi elementi sufficienti a dimostrare né la responsabilità dell'imputato, né la contestazione relativa agli atti persecutori.
Nel corso della requisitoria, il pm ha tracciato un profilo di elevata pericolosità dell'imputato, arrivando ad affermare che, se non fosse stato fermato, «avrebbe potuto trasformarsi in un assassino seriale».
Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, il giovane di Robecco sul Naviglio, arrestato pochi giorni dopo il delitto, avrebbe iniziato ad applicare «lo stesso modus operandi» anche nei confronti di una seconda prostituta. «Prestare denaro per ingenerare nella ragazza un senso di sudditanza, per poi ossessionarla e perseguitarla. È la stessa cosa che ha fatto con la vittima e lo ha fatto contemporaneamente con entrambe le donne», ha sostenuto Caramore. (di Simona Carnaghi – MALPENSA24)