Voce su Milena Vitanova
Uno scorcio della Chiesa di Santa Franca Vergine Piacentina alla periferia di Piacenza (su concessione di BeWeB - Beni Culturali Ecclesiastici in Web)
Milena Vitanova, 56 anni, è stata trovata morta nel corso del pomeriggio dell'8 maggio 2026 all'interno della propria abitazione, un appartamento al sesto piano di un edificio di edilizia popolare in via Giulio Pastore a Piacenza.[1]
Ad allertare i soccorsi, intorno alle 15:30, sarebbe stato il marito della vittima: Hako Vitanov, 60 anni. Nella conversazione telefonica, l'uomo avrebbe riferito di avere ucciso la moglie.
Sul posto, alla periferia del capoluogo Piacentino, sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del Fuoco. Questi ultimi, trovando chiusa la porta della casa della coppia, si sono dovuti adoperare per irrompere nell'appartamento attraverso il balcone. Una volta all'interno, tra le mura domestiche, i pompieri e i militari hanno rinvenuto il cadavere della donna. La cinquantaseienne sarebbe stata aggredita a coltellate.
I Carabinieri hanno subito fatto scattare le ricerche del sospettato, originario della Macedonia e connazionale della vittima. Poco più tardi, intorno alle 17:30, l'uomo è stato rintracciato nei pressi del cimitero di Piacenza.[2] I militari lo avrebbero trovato ferito, presumibilmente dopo aver tentato un gesto autolesionistico.
Vitanov è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e trasportato in ospedale per le cure del caso. Si suppone che il sessantenne si sia recato al cimitero per vedere l'ultima volta la tomba di uno dei cinque figli della coppia, scomparso nel 2020 in seguito ad un incidente stradale.[3] Dopo essere stato dimesso dal nosocomio, l'uomo è stato condotto in carcere con l'accusa di omicidio.[4]
Secondo le ricostruzioni, la coppia era arrivata in Italia nel 1990. Vitanov era un operaio della logistica e, recentemente, era stato assunto all'Ikea. La signora Milena invece era casalinga.[5] I due coniugi avevano stretti rapporti con la comunità della Chiesa Ortodossa Macedone.[6] Nel momento del delitto, nessuno dei loro figli si trovava in casa.
Il primogenito della coppia, Metodij, era morto in seguito ad un incidente stradale, avvenuto il 2 febbraio 2020, mentre si trovata a bordo di un automobile con la cugina Marija Vitanova. La vettura perse il controllo e andò a sbattere contro un albero in via Gadolini a Piacenza. I due cugini morirono sul colpo, intrappolati nelle fiamme.[7] Quel drammatico avvenimento avrebbe portato Milena Vitanova a sviluppare una profonda depressione, tanto da richiedere il sostegno dei Servizi Sociali.[6]
Il successivo 11 maggio, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, Hako Vitanov si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario.[8]
In una conferenza stampa, convocata nel Comando Provinciale dei Carabinieri di Piacenza, la Procuratrice Capo Grazia Pradella ha spiegato perché non è stato contestato il nuovo reato di femminicidio (da pochi mesi introdotto nell'ordinamento legislativo): "Non si tratta di femminicidio, perché è un atto nato da una situazione di disperazione familiare dove abbiamo riscontrato dei comportamenti disturbanti da parte di Milena Vitanova connessa alla morte del figlio. Non abbiamo rilevato alcuna volontà di prevaricazione sulla vittima, in quanto donna, da parte del marito, ma solo tanta tanta sofferenza, il che non esclude ovviamente la gravità del fatto, sia ben chiaro, però non è possibile e non è corretto connotarlo come femminicidio, secondo l'articolo 577 bis".[9]
Nel corso della conferenza è stato anche riportato un procedimento in cui era stata coinvolta la signora Vitanova: "La vittima nel 2020 e nel 2021 aveva subito un procedimento penale, poi finito in assoluzione nel 2023, per maltrattamenti nei confronti del marito e nei confronti dei figli, due dei quali all'epoca ancora minorenni. Il procedimento nasceva perché si era appreso che la donna, fin dal 2018, soffrisse di una forma piuttosto preoccupante di depressione a cui si era aggiunto un abuso di sostanze alcoliche. Questa situazione ha avuto un rapidissimo peggioramento quando nel 2020, per un incidente stradale molto grave, è deceduto uno dei cinque figli della coppia".[10]