Foggia. Omicidio Fatimi Hayat. Chiuse le indagini su Tariq El Mefeddel: Contestata la premeditazione.
"Adesso sta correndo dietro di me, sta arrivando...". Sono le ultime parole pronunciate da Hayat Fatimi, 48 anni, marocchina residente da anni a Foggia, mentre al telefono con la Questura chiedeva disperatamente aiuto pochi istanti prima di essere uccisa con 15 coltellate dall'ex compagno.
Per quel femminicidio, avvenuto la notte del 7 agosto 2025 nel capoluogo dauno, la Procura di Foggia ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a Tariq El Mefeddel, 47 anni, detenuto dall'8 agosto scorso.
Le accuse formulate dai pm Vincenzo Maria Bafundi e Pietro Iannotta sono pesantissime e configurano un quadro da ergastolo: omicidio aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai motivi abietti, oltre agli atti persecutori contestati per mesi alla vittima.
L'avviso di conclusione delle indagini rappresenta ora il passaggio che precede la richiesta di rinvio a giudizio e il futuro processo davanti alla Corte d'Assise, che potrebbe iniziare entro la fine dell'anno. Nel capo d'imputazione relativo agli atti persecutori, i pm riportano numerosi episodi di violenza e minacce.
Tra questi anche quanto avvenuto il 31 dicembre 2024, quando El Mefeddel si presentò nel ristorante dove lavorava Hayat Fatimi, aggredendo un uomo intervenuto in sua difesa e brandendo un coltello. "Ti devo ammazzare, sei solo mia", avrebbe urlato alla donna.
Agli atti dell'inchiesta figurano anche messaggi inquietanti inviati dall'indagato: "Se non torni con me ti ammazzo", "Giuro che ti ucciderò", "O sarai mia o ti uccido", fino alla frase "Io sono un angelo della morte". Parole che, secondo l'accusa, anticipavano un piano omicidiario maturato nel tempo e culminato nella notte del 7 agosto. (L'Immediato)