Voce su Lorena Isceri
I corpi senza vita di Lorena Isceri, 45 anni, e l'ex compagno Federico Vella, 36 anni, sono stati trovati nel pomeriggio del 3 settembre 2026 sotto il viadotto Lora dell'autostrada A1, nel territorio del comune di Barberino di Mugello in provincia di Firenze.[1]
Uno scorcio di Barberino di Mugello in provincia di Firenze (di Massimiliano Galardi, licenza CC BY-SA 3.0)
L'uomo ha ucciso la donna, poi si è tolto la vita. Vella aveva teso un vero e proprio agguato all'ex compagna. Circa un'ora prima di compiere l'omicidio-suicidio, il trentaseienne aveva atteso la vittima nel garage dell'abitazione dove lei risiedeva, nel quartiere Rifredi della città di Firenze.
Sul posto il malintenzionato ha bloccato le fotocellule del cancello con del nastro adesivo, poi ha aspettato che l'auto della donna entrasse nel parcheggio sotterraneo del condomino. Quando lei è scesa, lui l'ha aggredita, verosimilmente facendole sbattere la testa contro il muro. Tracce di sangue sono state trovate sulla parete e al suolo. Tramortita, la vittima è stata immobilizzata con delle fascette e sequestrata nel bagagliaio della sua vettura. Dopodiché Vella si è messo alla giuda del mezzo e si è allontanato dal posto.[2]
Mentre l'uomo vagava verso una destinazione indefinita, Lorena Isceri sarebbe riuscita a sfilarsi le fascette dai polsi. Verso le 14:10 la quarantacinquenne ha effettuato due telefonate per chiedere aiuto: una al 112 e l'altra ad un amico. La donna era riuscita ad afferrare il cellulare dalla propria borsa che, in precedenza, il trentaseienne aveva riposto nel bagagliaio. "Mi ha rapita, legata con delle fascette, mi vuole uccidere", avrebbe detto nella conversazione telefonica, interrotta dopo circa venti minuti.[3][4]
Federico Vella a un certo punto si sarebbe accorto della chiamata e, dopo avere fermato l'auto, ha riaperto il bagagliaio per strapparle il dispositivo dalle mani e colpirla violentemente alla nuca.[2] Nel frattempo, però, la sala operativa della Questura di Firenze aveva già disposto la ricerca della vettura in autostrada utilizzando la geolocalizzazione del cellulare della vittima. I video delle telecamere di videosorveglianza avrebbero poi ripreso il trentaseienne mentre afferrava l'ex compagna, verosimilmente priva di sensi ma ancora in vita,[5] per poi trascinarla fino al lato opposto della carreggiata. Poco dopo, l'ha lanciata dal ponte, facendola precipitare per circa venticinque metri, uccidendola.
Successivamente una pattuglia della Polizia Stradale ha localizzato il mezzo e si è avvicinata sul posto, nei pressi del viadotto Lora a Barberino di Mugello, lungo la carreggiata nord della Autostrada del Sole Panoramica, all'altezza del bivio con la Direttissima.[6] Gli agenti della Polstrada hanno tentato di avvicinarsi all'uomo, che nel frattempo era salito in bilico sul parapetto.[7]
Il trentaseienne avrebbe gridato frasi sconnesse: "Era la donna più bella"; "Mi ha trattato male, mi ha tradito".[2] Poi, dopo una trattativa durata circa quaranta minuti, l'omicida si è gettato dal viadotto, togliendosi la vita. Nel terreno sottostante è stato prima trovato il cadavere dell'uomo e poi, poco distante, quello della donna.
Federico Vella, residente nel capoluogo Fiorentino, era dipendente di una società di autonoleggio. Lorena Isceri, originaria di Squinzano in provincia di Lecce,[8] viveva da anni a Firenze e lavorava come marketing manager in un'azienda farmaceutica specializzata in medicina veterinaria. I due avevano avuto una relazione, durata circa due anni e terminata alcune settimane prima del delitto. Non risultano denunce o segnalazioni per violenze domestiche o maltrattamenti riguardanti la coppia.[9]
Il loro rapporto si sarebbe deteriorato in maniera definitiva intorno al mese di maggio del 2026, quando Lorena Isceri avrebbe scoperto un presunto tradimento da parte dell'uomo, decidendo di troncare la relazione. Il trentaseienne avrebbe però mostrato forti resistenze e, a più riprese, avrebbe cercato di convincere la donna a tornare con lui. Ad agosto i due hanno fatto un viaggio in Grecia, probabilmente come ultimo tentativo di riallacciare il rapporto, ma durante quella vacanza la quarantacinquenne aveva scritto un messaggio alla sua ginecologa, confidandole che fra lei e il trentaseienne non c'erano stati progressi.
Vella è riuscito a leggere quel messaggio, accusandola di averlo tradito perché aveva "confidato cose private ad altri". Al ritorno a Firenze, lui si è rifiutato di restituirle gli oggetti personali. Poi, 7 al 15 agosto, i due hanno frequentato uno specialista per un percorso di terapia di coppia. L'analista al quale si erano rivolti aveva però deciso di interrompere il percorso a causa di "comportamenti anomali" dell'uomo. Federico Vella gli avrebbe detto: "Sei pagato per farci lasciare". Così il professionista lo aveva invitato ad allontanarsi dallo studio.[10]
Uno scorcio della Chiesa di Maria Santissima Regina a Squinzano, in provincia di Lecce, dove sono stati celebrati i funerali di Lorena Isceri (su concessione di BeWeB - Beni Culturali Ecclesiastici in Web)
A Ferragosto si è poi consumata l'ennesima discussione fra i due, a casa del trentaseienne. Lui l'avrebbe minacciata con un coltello, ma lei è riuscita a salvarsi, scappando via con la propria auto. Quella circostanza è stata confermata dalla madre della vittima: "Non sono in grado di riferire come sia riuscita a sfuggirgli. Lui si è gettato per terra, per impedirle di andare via. Dopo questo episodio non ha più voluto vederlo". Per stargli lontano, Lorena Isceri si è rifugiata a casa dei genitori a Squinzano, nel Leccese, dal 15 al 28 agosto. Nel frattempo, però, lui aveva continuato a tempestarla di messaggi e telefonate.[10]
Il 1º settembre lei è tornata a Firenze, ma lui ha tentato ancora di riavvicinare l'ex compagna. Alcuni vicini di casa della donna hanno raccontato di averlo visto aggirarsi nei pressi dell'abitazione, fin da una settimana prima del delitto. Il 3 settembre 2026, Vella ha messo in atto l'agguato che si è rivelato fatale.
Secondo gli inquirenti, era stato tutto premeditato. L'uomo era giunto sul posto con la propria auto per attendere l'arrivo di Lorena Isceri. Nella vettura del trentaseienne gli investigatori hanno rinvenuto delle fascette monouso (usate per immobilizzarla), un martello, delle forbici, un telo e del nastro adesivo (lo stesso trovato attaccato alle fotocellule del garage). Tutti oggetti acquistati nel corso della mattinata dal 3 settembre 2026, poche ore prima di compiere l'omicidio-suicidio.[11]
Pochi minuti dopo averla gettata dal viadotto, Federico Vella ha telefonato alla madre, confessando il delitto: "Ho ammazzato la mia ex". Terminata la chiamata, il trentaseienne ha inviato un messaggio alla madre della vittima: "Tua figlia è morta".[2][10]