Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Graziella Mansi a Castel del Monte di Andria

Vittima:
Graziella Mansi
Killer:
Pasquale Tortora, Michele Zagaria, Domenico Margiotta, Giuseppe Di Bari e Vincenzo Coratella
Località:
Castel del Monte di Andria
Data:
19 agosto 2000

Voce su Graziella Mansi

Morta all'età di 8 anni, è stata arsa viva nel tardo pomeriggio del 19 agosto 2000 all'interno del bosco di Castel del Monte, frazione di Andria, capoluogo della regione Puglia. La bambina era insieme al nonno nei pressi del castello medievale quando, per il caldo e la sete, si era allontanata per andare a prendere dell'acqua a una fontanella. Lì fu avvicinata da Pasquale Tortora, 18 anni, che con una scusa la portò nel bosco finendo per torturarla e darle fuoco. Il corpo carbonizzato della vittima fu rinvenuto in serata, alcune ore dopo la segnalazione della scomparsa, a circa 2 Km di distanza dal luogo dove era stata adescata.

Già nelle ore successive al tragico ritrovamento, Tortora fu messo nel mirino degli investigatori. Il ragazzo fu interrogato e crollò, confessando l'omicidio. Nei giorni successivi, lo stesso indiziato chiamò in causa altri quattro amici, complici nell'assassinio. Si tratta di Michele Zagaria, Domenico Margiotta, Giuseppe Di Bari e Vincenzo Coratella. Questi ultimi, di età compresa fra i 18 e i 20 anni, avevano tutti partecipato commossi al funerale della bambina prima di essere fermati e condotti in carcere. Secondo l'accusa, i cinque ragazzi avevano sequestrato la vittima per burlarsi di lei e torturarla, tentando anche un abuso sessuale. Alcuni di loro sostennero che ci stavano "pensando da tempo" a giocare con il fuoco, motivo che portò la procura a contestare la premeditazione. Tuttavia quel che poteva sembrare un gioco, fu fatale per la povera bambina, ricoperta completamente dalle fiamme.

Furono tutti e cinque rinviati a giudizio. Tutti rei confessi, tranne Di Bari e Coratella che si sono sempre proclamati innocenti. Tortora fu condannato a 30 anni di reclusione al termine del processo svolto in rito abbreviato, mentre gli altri ricevettero l'ergastolo per aver scelto il procedimento in rito ordinario. Il 15 dicembre 2018 Coratella si è suicidato, impiccandosi in carcere.

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