Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Carmela Melania Rea a Ripe di Civitella del Tronto

Vittima:
Carmela Melania Rea
Killer:
Salvatore Parolisi
Località:
Ripe di Civitella del Tronto
Data:
20 aprile 2011

Voce su Carmela Melania Rea

Carmela Rea, originaria di Somma Vesuviana (Napoli) e chiamata dai conoscenti Melania, è scomparsa a 28 anni durante il pomeriggio di lunedì 18 aprile 2011. A segnalare la sparizione fu il marito, Salvatore Parolisi, 30 anni, caporal maggiore dell'esercito. Il corpo senza vita della vittima venne ritrovato 2 giorni dopo nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo), in seguito a una chiamata anonima effettuata da una cabina telefonica il cui autore non fu mai identificato.

La donna era madre di una bambina di un anno. Si era trasferita a Folignano (Ascoli Piceno) per vivere insieme al coniuge. Secondo il racconto di Parolisi, lui e la moglie, insieme alla figlioletta, si sarebbero recati a Colle San Marco, frazione di Ascoli Piceno, per una gita fuori porta. A un certo punto, la ventottenne si sarebbe allontanata per andare in bagno, ma non fece più ritorno. Due giorni dopo, il 20 aprile, fu ritrovato il cadavere a circa 10 Km di distanza, nel bosco di Ripe. L'autopsia stabilì che il decesso avvenne per anemia emorragica acuta. La vittima, raggiunta da 35 coltellate, non morì negli istanti successivi all'aggressione, ma dopo alcune ore di agonia. Il cadavere presentava anche una siringa conficcata nel petto e dei marchi sulla pelle riconducibili a delle svastiche: secondo gli inquirenti, rappresenterebbero dei tentativi di depistaggio delle indagini.

Il caporal maggiore, inizialmente escluso dalla lista degli indiziati, venne arrestato il successivo 19 luglio 2011. Si è sempre dichiarato innocente, ma è stato rinviato a giudizio e, dopo un lungo iter giudiziaro, è stato ritenuto in via definitiva l'unico responsabile del delitto, venendo condannato a 20 anni di reclusione per omicidio volontario. Non riconosciute le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. Secondo i giudici, uccise la moglie al culmine di un litigio scaturito dalla sua infedeltà: la ventottenne aveva scoperto che l'uomo portava avanti una relazione extraconiugale.

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