Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Yara Gambirasio a Brembate di Sopra

Vittima:
Yara Gambirasio
Killer:
Massimo Giuseppe Bossetti
Località:
Brembate di Sopra
Ritrovamento:
Chignolo d'Isola
Data:
26 febbraio 2011

Voce su Yara Gambirasio

Yara Gambirasio, 13 anni, scomparve la sera del 26 novembre 2010 da Brembate di Sopra, comune in provincia di Bergamo dove la ragazza risiedeva. Il suo cadavere fu trovato il successivo 26 febbraio 2011 in un campo di Chignolo d'Isola (Bergamo) con numerose ferite, tra cui diversi fendenti d'arma da taglio e un trauma cranico rilevato dall'autopsia.

Negli anni successivi, attraverso le tracce di DNA rinvenute sugli slip della vittima, si risalì a Massimo Giuseppe Bossetti, un operaio edile di Mapello (Bergamo), sposato e padre di famiglia. L'uomo, 41 anni all'epoca del delitto, fu considerato il responsabile dell'omicidio e venne arrestato il 16 giugno 2014. Si era sempre proclamato innocente.‍[1][2]

Fu condannato in via definitiva all'ergastolo. Poco chiaro il movente che, secondo le motivazioni della sentenza, potrebbe essere ricondotto a delle avance sessuali respinte. La vittima sarebbe stata prelevata in strada, mentre tornava a casa dopo aver lasciato la palestra che frequentava a Brembate Sopra. Poi fu aggredita e trasportata nel campo di Chignolo d'Isola.‍[3][4]

Note

  1. Caso Yara, dalla scomparsa al processo Bossetti: tutte le tappe della vicenda. ilgiorno.it. Archiviato dall'originale.
  2. Identikit di Massimo Bossetti, dalla fuga sui ponteggi alla grinta in Tribunale. La Stampa. Archiviato dall'originale.
  3. Yara Gambirasio, la Cassazione conferma: "Ergastolo per Massimo Bossetti". Fine pena mai per il muratore di Mapello. Il Fatto Quotidiano. Archiviato dall'originale.
  4. Yara, le motivazioni in Cassazione: Bossetti la stordì e la portò in un campo. Affaritaliani.it. Archiviato dall'originale.

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