Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Vera Mudra a Rimini

Vittima:
Vera Mudra
Presunto killer:
Giovanni Laguardia
Località:
Rimini
Data:
26 ottobre 2020
Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini

Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini (di Marco Della Pasqua, licenza CC BY-SA 3.0)

Voce su Vera Mudra

Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini

Foto della Fontana dei Quattro Cavalli nel quartiere Marina Centro di Rimini (di Marco Della Pasqua, licenza CC BY-SA 3.0)

Vera Mudra, 61 anni, era stata trovata senza vita durante la notte tra il 25 e il 26 ottobre 2020 all'interno della propria abitazione nel quartiere residenziale Marina Centro di Rimini.‍‍[1]‍‍[2]

La donna, originaria dell'Ucraina, era sposata con Giovanni Laguardia, pensionato di 69 anni originario della provincia di Matera. Ad allertare le forze dell'ordine fu proprio l'anziano che, intorno alle ore 4.00, mentre vagava nei pressi del porto della città, telefonò alla Polizia riferendo di volersi costituire dopo aver ucciso sua moglie.

Successivamente, raggiunto da una volante, l'uomo ribadì la propria confessione agli agenti in servizio. Il sessantanovenne commise il delitto nelle ore precedenti, poi, in preda allo shock, si allontanò da casa vagando per un numero imprecisato di minuti. Dopodiché la resa e la chiamata alle forze dell'ordine.

Inutile la corsa degli agenti, accompagnati da Laguardia, nell'appartamento della coppia situato all'ultimo piano di un condominio di Marina Centro, dove si sperava che la vittima fosse ancora in vita. Fu invece trovata morta, riversa in camera da letto.

Il pensionato, condotto in commissariato e interrogato alla presenza del pubblico magistrato, si avvalse della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti fu emesso un decreto di fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall'essere stato commesso in danno di una persona convivente. Nelle ore successive fu trasferito in carcere.

La vittima venne colpita dal marito a martellate nel corso della notte. L'arma del delitto fu ritrovata nell'abitazione, non molto distante dal cadavere della sessantunenne. La prima ispezione medico legale ricondusse il decesso a un trauma cranico causato dai violenti colpi inferti tramite un corpo contundente.

Secondo le prime ricostruzioni, i motivi del delitto furono associati a motivi economici. I litigi fra i due coniugi sarebbero stati sempre più frequenti nell'ultimo periodo. Il pensionato infatti, prima di chiudersi nel silenzio, aveva riferito ai poliziotti che la moglie lo pressava, chiedendogli di ritornare a lavorare per soddisfare le proprie richieste di denaro, avanzate soprattutto per aiutare i tre figli della donna che si trovavano in Ucraina.‍‍[3]‍‍[4] Una versione che però sarebbe stata contraddetta dalla famiglia della vittima e sulla quale gli investigatori hanno avuto diverse perplessità. Per l'uomo, quello con la signora Mudra era il suo secondo matrimonio.

Il 27 ottobre, nell'udienza di convalida del fermo di fronte al giudice per le indagini preliminari, Laguardia si presentò in stato confusionale e si avvalse nuovamente della facoltà di non rispondere.‍‍[5] Il giudice, pur non riconoscendo il pericolo di fuga, ravvisò il pericolo della reiterazione del reato, disponendo nei confronti del sessantanovenne la custodia cautelare in carcere.‍‍[6]

Nel settembre del 2021 l'uomo fu rinviato a giudizio in rito ordinario. Secondo le risultanze delle indagini, l'anziano non aveva ucciso la moglie per motivi economici. La vittima voleva lasciare l'abitazione perché avrebbe scoperto un tradimento da parte del marito, dunque Laguardia l'avrebbe aggredita mortalmente per impedirle di andarsene. L'indiziato fu formalmente accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla convivenza, dalla minorata difesa della coniuge e dal fatto di avere agito di notte cogliendo la vittima nel sonno.‍[7][8]

Nel corso del dibattimento fu disposta una perizia psichiatrica per valutare lo stato di salute dell'imputato.‍[9][10]

Note

  1. Omicidio Rimini, pensionato uccide la moglie a martellate. ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 26 ottobre 2020.
  2. "Correte ho ucciso mia moglie", l'assassino confessa il delitto alla polizia di Stato. RiminiToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 26 ottobre 2020.
  3. Uccide la moglie a martellate a Rimini, "Voleva sempre soldi, non ce la facevo più". ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 27 ottobre 2020.
  4. Motivi economici dietro l'omicidio di Vera Mudra. RiminiToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 26 ottobre 2020.
  5. Omicidio di via Pola: l'indagato fa scena muta davanti al gip. RiminiToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 27 ottobre 2020.
  6. Delitto di via Pola, l'assassino resta in carcere. newsrimini.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 28 ottobre 2020.
  7. Rimini. Moglie uccisa a martellate: idraulico rischia l'ergastolo. CorriereRomagna. Archiviato dall'originale. Consultato il 18 settembre 2021.
  8. Uccise la moglie a martellate nel sonno, ora rischia l'ergastolo. newsrimini.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 18 settembre 2021.
  9. Rimini. Uccise moglie a martellate: disposta perizia psichiatrica. CorriereRomagna. Archiviato dall'originale. Consultato il 17 novembre 2021.
  10. Uccise la moglie a martellate, ammessa la perizia psichiatrica. altarimini.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 17 novembre 2021.

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