Voce su Lucia Salcone
La Cattedrale di Santa Maria Assunta a San Severo dove sono stati celebrati i funerali della vittima (di Tobia Gorrio, licenza CC BY-SA 3.0)
Lucia Salcone, 47 anni, ha perso la vita nel corso della notte tra il 27 e il 28 settembre 2024 a San Severo in provincia di Foggia.[1]
La donna, dopo un incidente stradale avvenuto intorno all'una di notte, sarebbe rimasta intrappolata tra le fiamme dell'abitacolo dove viaggiava insieme al marito, lunga la Strada Provinciale 13 nel territorio di San Severo, in direzione di Castelnuovo della Daunia.
In un primo momento si era ipotizzato un sinistro stradale con il successivo incendio dell'auto condotta dal marito della vittima, Ciro Caliendo, 48 anni. Quest'ultimo era sopravvissuto e avrebbe anche tentato di salvare la moglie dalle fiamme, non riuscendoci e rimanendo parzialmente ustionato.
Secondo quanto riferito dall'uomo, l'incidente sarebbe stato causato dall'urto con un'altra auto proveniente dal senso opposto di marcia. L'impatto avrebbe provocato l'uscita di strada della vettura e la successiva collisione con un albero, con la perdita di coscienza dei coniugi e incendio dell'abitacolo.
Fin dai primi rilievi, però, il personale della Polizia Atradale intervenuto sul posto avrebbe riscontrato incongruenze tra lo stato dei luoghi e il racconto fornito dal quarantottenne. Proprio per questo la Procura aveva disposto ulteriori approfondimenti, affidando le indagini alla Squadra Mobile di Foggia. A pochi giorni dal fatto, il titolo di reato è stato modificato da omicidio stradale a omicidio volontario.[2]
Diciassette mesi dopo, il 23 febbraio 2026, Ciro Caliendo è stato arrestato in eseguito ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica.[3]
Nell'ordinanza firmata dal gip è stato contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione ai danni della coniuge. Secondo le indagini degli inquirenti, dunque, l'uomo avrebbe pianificato l'uccisione della moglie, inscenando un incidente stradale. Il giudice ha ritenuto che, quanto accaduto non sia stato il frutto di un evento occasionale, ma di una determinazione maturata nel tempo.
Ciro Caliendo, attraverso il proprio difensore, ha sempre negato e respinto ogni addebito, proclamandosi innocente e ribadendo la versione dell'incidente stradale. Tuttavia, grazie alle numerose prove raccolta in oltre nove mesi di attività investigativa, la Procura di Foggia ha ricostruito le fasi antecedenti e preparatorie del delitto, nonché i momenti successivi e le possibili motivazioni che avrebbero indotto l'indagato a commettere il delitto.[4]
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