Il femminicidio di Lucia Salcone a San Severo

Vittima:
Lucia Salcone
Presunto killer:
Ciro Salvatore Caliendo
Località:
San Severo
Data:
28 settembre 2024
La Cattedrale di Santa Maria Assunta a San Severo dove sono stati celebrati i funerali di Roberta Perillo

La Cattedrale di Santa Maria Assunta a San Severo dove sono stati celebrati i funerali della vittima (di Tobia Gorrio, licenza CC BY-SA 3.0)

Voce su Lucia Salcone

La Cattedrale di Santa Maria Assunta a San Severo dove sono stati celebrati i funerali di Roberta Perillo

La Cattedrale di Santa Maria Assunta a San Severo dove sono stati celebrati i funerali della vittima (di Tobia Gorrio, licenza CC BY-SA 3.0)

Lucia Salcone, 47 anni, ha perso la vita nel corso della notte tra il 27 e il 28 settembre 2024 a San Severo in provincia di Foggia.‍[1]

La donna, dopo un incidente stradale avvenuto intorno all'una di notte, sarebbe rimasta intrappolata tra le fiamme dell'abitacolo dove viaggiava insieme al marito, lungo la Strada Provinciale 13 nel territorio di San Severo, in direzione di Castelnuovo della Daunia.

In un primo momento si era ipotizzato un sinistro stradale con il successivo incendio dell'auto condotta dal coniuge della vittima, Ciro Salvatore Caliendo, 48 anni. Quest'ultimo era sopravvissuto e avrebbe anche tentato di salvare la moglie dalle fiamme, non riuscendoci e rimanendo parzialmente ustionato.

Secondo quanto riferito dall'uomo, l'incidente sarebbe stato causato dall'urto con un'altra auto proveniente dal senso opposto di marcia. L'impatto avrebbe provocato l'uscita di strada della vettura e la successiva collisione con un albero, con la perdita di coscienza dei coniugi e l'incendio sviluppatosi nell'abitacolo.

Fin dai primi rilievi, però, il personale della Polizia Stradale intervenuto sul posto avrebbe riscontrato incongruenze tra lo stato dei luoghi e il racconto fornito dal quarantottenne. Proprio per questo motivo la Procura aveva disposto ulteriori approfondimenti, affidando le indagini alla Squadra Mobile di Foggia. A pochi giorni dal fatto, il titolo di reato è stato modificato da omicidio stradale a omicidio volontario.‍[2]

Diciassette mesi dopo, il 23 febbraio 2026, Ciro Caliendo è stato arrestato a seguito dell'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica.‍[3]

Nell'ordinanza firmata dal gip è stato contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione ai danni della coniuge. Secondo le indagini degli inquirenti, dunque, l'uomo avrebbe pianificato l'uccisione della moglie, inscenando un incidente stradale. Il giudice, tra l'altro, ha ritenuto che quanto accaduto non sia stato il frutto di un evento occasionale, ma piuttosto di una determinazione maturata nel tempo.

A confermare l'incompatibilità dell'evento con un sinistro stradale, il risultato della consulenza cinematica relativa alla ricostruzione della dinamica dell'incidente. Sulla scena del crimine mancavano le tracce di collisione dinamica o introflessione da contatto sulla carrozzeria del veicolo. Inoltre, la modesta velocità con la quale il veicolo avrebbe impattato contro l'albero – calcolata nell'ordine tra i 5 e i 10 km/h – non avrebbe potuto innescare una combustione di tale dimensione ed entità.‍[4]

Ascoltato più volte dagli inquirenti, Ciro Caliendo aveva sempre negato e respinto ogni addebito, proclamandosi innocente e ribadendo la versione dell'incidente stradale. Tuttavia, grazie alle numerose prove raccolte in oltre nove mesi di attività investigative, la Procura di Foggia ha ricostruito le fasi antecedenti e preparatorie del delitto, nonché i momenti successivi e le possibili motivazioni che avrebbero indotto l'indagato a commettere il delitto.‍[5]

In particolare, l'esame autoptico sul corpo senza vita della vittima aveva rilevato due ferite lacero-contuse al cuoio capelluto, nella regione franto-parietale e parieto-occipitale destra, incompatibili con l'esito di un impatto derivante dall'incidente stradale. Secondo gli investigatori, Caliendo avrebbe stordito la moglie, percuotendola alla testa, per poi ucciderla dopo averla data alle fiamme, utilizzando una miscela di benzina e gasolio, generando a propria volta l'incendio nell'abitacolo in cui viaggiava con la coniuge.

Dalle indagini è emerso inoltre che l'uomo, già da tempo, voleva porre fine alla convivenza con la signora Salcone, temendo in particolare di perdere parte dei propri beni in un eventuale procedimento di separazione legale. Poche settimane prima dell'omicidio, Caliendo avrebbe inviato una lettera ad una parente della moglie, residente in Germania, confessando sia la relazione con un'altra donna che l'intenzione di separarsi dalla coniuge.‍[4]

Il successivo 27 febbraio 2026, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, l'indiziato ha proclamato la sua innocenza ribadendo la versione dell'indicente stradale. Sulla lettera inviata ad una parente della moglie, il cui contenuto è stato diffuso nei giorni precedenti dalla stampa locale, l'uomo si è avvalso invece della facoltà di non rispondere.‍[6]

Note

  1. L'auto va fuori strada e prende fuoco: morta una donna, il marito ustionato nel tentativo di salvarla. FoggiaToday · Archiviato dall'originale. Consultato il 23 febbraio 2026.
  2. Morta in un incidente stradale: il marito indagato per omicidio volontario, disposta l'autopsia. FoggiaToday · Archiviato dall'originale. Consultato il 23 febbraio 2026.
  3. San Severo, arrestato Ciro Caliendo: "Simulò un incidente per uccidere la moglie Lucia Salcone". L'Immediato · Archiviato dall'originale. Consultato il 23 febbraio 2026.
  4. a b La lettera choc, gli strani rituali e tutte le incongruenze del caso Caliendo-Salcone: "Voleva troncare ad ogni costo". FoggiaToday · Archiviato dall'originale. Consultato il 24 febbraio 2026.
  5. Foggia, donna morta in incidente stradale: il marito arrestato per omicidio premeditato. Adnkronos · Archiviato dall'originale. Consultato il 23 febbraio 2026.
  6. Lucia Salcone morta carbonizzata a San Severo, Caliendo al gip: «Sono innocente». Ma sulla fine del matrimonio fa scena muta. La Gazzetta del Mezzogiorno · Archiviato dall'originale. Consultato il 27 febbraio 2026.

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