Voce su Rosaria Assunta Currà
Uno scorcio della Chiesa della Santissima Trinità e San Benedetto a Mileto in provincia di Vibo Valentia (su concessione di BeWeB - Beni Culturali Ecclesiastici in Web)
I corpi senza vita di Rosaria Assunta Currà, 55 anni, e l'ex compagno Pasquale Calzona, 63 anni, sono stati trovati il 23 gennaio 2026 in un'abitazione di via Giuseppe Di Vittorio a Mileto, un comune della provincia di Vibo Valentia.[1][2] I due erano coniugati, ma da diversi mesi in fase di separazione. La coppia aveva anche un figlio adulto che, però, risiede fuori della Calabria.
A compiere la drammatica scoperta tra le mura domestiche, nel corso del tardo pomeriggio, è stato il fratello di Calzona, che dalle 14:00 cercava di mettersi in contatto con il sessantatreenne senza ricevere risposta. Alcune ore più tardi, l'uomo si è recato davanti all'abitazione in via Giuseppe Di Vittorio. Una vicina gli avrebbe raccontato di aver sentito delle forti urla e dei colpi di pistola nel primo pomeriggio. Il fratello è così entrato nell'appartamento e ha rinvenuto i due corpi esanimi sul pavimento.
Sul posto sono giunti i Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, oltre ai sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi i coniugi. Secondo le ricostruzioni, Calzona avrebbe sparato uno o più colpi di pistola all'indirizzo dell'ex compagna, uccidendola, poi avrebbe usato la stessa arma da fuoco per togliersi la vita. La pistola sarebbe stata regolarmente detenuta dal sessantatreenne, di professione commercialista.
Sarebbe stato un ultimo litigio a scaturire l'omicidio-suicidio. Dopo la chiusura della relazione, la signora Currà si era trasferita per un certo periodo in Toscana, dove risiede la sorella. La cinquantacinquenne, però, avrebbe programmato di tornare a stabilirsi nuovamente nel Vibonese. Sarebbe dunque tornata nella casa di Mileto, in via Giuseppe Di Vittorio, per completare il trasloco.[3][4]
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