Voce su Dafne Rebaudo
Uno scorcio della Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore nel quartiere Tor Bella Monaca di Roma (di GiovanniQRoma, licenza CC BY-SA 4.0)
Dafne Rebaudo, 30 anni, è stata trovata morta in strada il 13 luglio 2026 in via dell'Archeologia, nel quartiere Tor Bella Monaca di Roma. La giovane aveva perso la vita dopo essere caduta dalla terrazza di un condominio.[1]
Secondo le ricostruzioni, la trentenne era arrivata a Tor Bella Monaca da un paio di giorni e aveva dormito in un appartamento del palazzo al civico 52, infatti che gli investigatori avevano trovato il suo cellulare in un locale dell'edificio.[1]
Inizialmente era stato ipotizzato l'esito di un gesto estremo, ma i parenti non hanno mai creduto al suicidio. La svolta nelle indagini, condotte dalla Polizia di Stato, è arrivata il successivo 31 luglio 2026, quando è stato sottoposto a fermo un conoscente della trentenne. Si tratta di Mohamed Trabelsi, un cittadino tunisino di 40 anni. Nei suoi confronti è stato contestato il reato di femminicidio aggravato dalla convivenza con la vittima.[2]
Gli investigatori sono riusciti a inchiodare il presunto killer grazie a una serie di testimoni che hanno riferito di una violenta lite tra Rebaudo e Trabelsi, avvenuta il 13 luglio 2026 sulle scale del condominio dove i due vivevano. Fondamentali per ricostruire le fasi precedenti all'omicidio anche le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza installate nelle vicinanze.
Secondo gli inquirenti, il quarantenne avrebbe scaraventato la giovane nel vuoto, provocandone la morte. L'indagato, ascoltato dagli investigatori, aveva reso versioni contrastanti sugli orari dei propri spostamenti e alcune incongruenze avevano insospettito gli agenti del VI distretto della Polizia di Stato del Casilino.[3]
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