Il femminicidio di Dafne Rebaudo a Roma

Vittima:
Dafne Rebaudo
Presunto killer:
Mohamed Trabelsi
Località:
Roma
Data:
13 luglio 2026
Uno scorcio della Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore nel quartiere Tor Bella Monaca di Roma

Uno scorcio della Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore nel quartiere Tor Bella Monaca di Roma (di GiovanniQRoma, licenza CC BY-SA 4.0)

Voce su Dafne Rebaudo

Dafne Rebaudo, 30 anni, è stata trovata morta in strada nelle prime ore del mattino del 13 luglio 2026 in via dell'Archeologia a Tor Bella Monaca, un quartiere della città di Roma. La giovane aveva perso la vita dopo essere caduta dalla terrazza al nono piano di un palazzo in ristrutturazione.‍[1]

Uno scorcio della Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore nel quartiere Tor Bella Monaca di Roma

Uno scorcio della Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore nel quartiere Tor Bella Monaca di Roma (di GiovanniQRoma, licenza CC BY-SA 4.0)

A lanciare l'allarme, intorno alle ore 5:00, sarebbe stata una condomina residente nello stesso edificio, che aveva sentito un forte tonfo e visto un corpo esanime sull'asfalto.‍[2] La vittima non aveva documenti con sé, né altri oggetti utili per risalire alla sua identità, infatti è stata identificata cinque giorni dopo la sua morte.

Dafne Rebaudo era originaria della Capitale,‍[1] anche se in passato per un certo periodo si era trasferita dal padre a Moena, un comune della Val di Fassa in Trentino Alto Adige. Negli ultimi tempi la trentenne si era stabilita a Tor Bella Monaca. Nei giorni immediatamente successivi al decesso, nessuno aveva detto di conoscerla, ma poi si era scoperto che in realtà da qualche tempo la vittima risiedeva insieme ad un uomo in un appartamento al quinto piano dello stesso stabile in via dell'Archeologia. I due avrebbero avuto una relazione e, secondo le testimonianze dei vicini, i litigi fra loro erano frequenti.‍[3]

Nelle prime fasi delle indagini, condotte dalla Polizia di Stato, era stato ipotizzato l'esito di un gesto estremo, ma i parenti di Dafne Rebaudo non hanno mai creduto al suicidio. Il cadavere della giovane era stato ritrovato in strada, presso il civico 52, a ben sei metri di distanza dalla verticale del palazzo. Un volo di circa 27 metri la cui traiettoria indicava una spinta violenta prodotta da un soggetto terzo, e non una semplice caduta.‍[4]

La svolta nelle indagini è arrivata il successivo 31 luglio 2026, quando è stato sottoposto a fermo il convivente della trentenne. Si tratta di Mohamed Trabelsi, un cittadino tunisino di 41 anni.‍[5] Nei suoi confronti è stato contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla convivenza e la relazione con la vittima.‍[6]

Secondo gli inquirenti, il quarantunenne avrebbe scaraventato la giovane nel vuoto, provocandone la morte. Gli investigatori sono riusciti a inchiodare il presunto killer grazie a una serie di testimoni che hanno riferito di una violenta lite tra Rebaudo e Trabelsi, avvenuta il 13 luglio 2026 sulle scale del condominio dove i due vivevano.

Determinanti sono risultate anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti della coppia e di confrontarli con le dichiarazioni rese dall'indagato. Proprio le versioni contrastanti fornite dall'uomo sugli orari e sulla dinamica dei fatti hanno spinto gli agenti del VI distretto della Polizia di Stato del Casilino ad approfondire gli accertamenti, fino ad arrivare al fermo.‍[7][8]

L'ultima immagine di Dafne Rebaudo ancora in vita risale alle quattro di mattina del 13 luglio 2026. La trentenne è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza che gli inquilini avevano deciso di installare per monitorare gli spostamenti in una delle "torri" del quartiere, dove imperversano gli spacciatori di droga. Solo un'ora più tardi, il corpo esanime della giovane è stato ritrovato in strada, a diversi metri dal ponteggio che circonda l'edificio per i lavori di ristrutturazione.‍[3]

Trabelsi aveva raccontato agli investigatori di non essere presente nel palazzo al momento della caduta e di esservi rientrato solo intorno alle 5:00 del mattino. Una ricostruzione tuttavia smentita dalle immagini delle telecamere dell'edificio. Le registrazioni video, tra le 4:45 e le 4:48, riprendono il quarantunenne mentre scende in fretta le scale. In mano ha la borsa della compagna e trascina al guinzaglio il cane di lei, che oppone visibilmente resistenza.‍[4]

Dafne Rebaudo era affetta da tossicodipendenza. La madre della vittima, in un'intervista al Messaggero, ha rivelato: "Purtroppo ha iniziato durante l'adolescenza a fare uso di droghe, ho cercato più volte di aiutarla ma siamo stati lasciati soli e da soli, non si può vincere la battaglia contro la droga. Ma a parte questo dettaglio, mia figlia mai si sarebbe tolta volontariamente la vita. Anche se gli ultimi anni sono stati complessi accanto a lei e per questo, più volte avevo cercato aiuto".‍[9]

"Dafne – ha continuato la madre della vittima – proveniva da una famiglia normale, istruita. L'abbiamo accompagnata in tutte le fasi. Dopo il diploma, è andata a vivere da sola ed era impiegata come truccatrice per alcuni programmi televisivi e davvero, mi ero illusa che a quel punto potesse uscirne. Ma il buco in cui era finita era troppo profondo. Le famiglie che attraversano l'inferno della droga, come è accaduto a noi, hanno bisogno di più sostegno e maggiori strumenti. Soprattutto quando i figli raggiungono la maggiore età e diventa ancora più complicato convincerli a curarsi".‍[9]

Il 3 agosto 2026, al termine dell'udienza di convalida del fermo, il giudice per le indagini preliminari ha confermato la custodia cautelare per Mohamed Trabelsi. L'uomo ha nuovamente respinto ogni addebito e si è proclamato innocente, ma il solido quadro indiziario ricostruito dalla Polizia di Stato ha indotto il gip a disporre la permanenza in carcere con l'accusa di omicidio volontario.‍[4]

Note

  1. a b Trovata morta vicino impalcatura a Tor Bella Monaca, tra le ipotesi anche l'omicidio. RomaToday · Archiviato dall'originale. Consultato il 1º agosto 2026.
  2. Precipitò da una terrazza a Roma, spunta l'ipotesi di un femminicidio. ANSA · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 agosto 2026.
  3. a b Dafne Rebaudo precipitata dal terrazzo a Roma, fermato il compagno: un video smentisce la pista del suicidio. Corriere.it · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 agosto 2026.
  4. a b c Femminicidio a Tor Bella Monaca: resta in carcere il compagno di Dafne Rebaudo. Le telecamere lo smentiscono. Canale Dieci · Archiviato dall'originale. Consultato il 5 agosto 2026.
  5. Roma, 30enne precipitata a Tor Bella Monaca: fermato il compagno per femminicidio. LaPresse · Archiviato dall'originale. Consultato il 1º agosto 2026.
  6. Tor Bella Monaca, la notte di Dafne Rebaudo: dal giallo della caduta al fermo per omicidio aggravato. Civonline · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 agosto 2026.
  7. Svolta nel caso Dafne Rebaudo, non fu suicidio: fermato il compagno. RaiNews · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 agosto 2026.
  8. Femminicidio a Roma: morta precipitata dal terrazzo, fermato 41enne. "L'ha spinta". RomaToday · Archiviato dall'originale. Consultato il 1º agosto 2026.
  9. a b Dafne Rebaudo spinta giù dal terrazzo dal compagno, la mamma: «Ho tentato di salvarla dalla droga ma il suo destino era segnato. Chi me l'ha portata via deve pagare». Il Messaggero · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 agosto 2026.

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