Voce su Daniela Florea
Daniela Florea, 36 anni, è stata trovata morta nel corso della serata del 20 luglio 2026 in un appartamento di via Giovanni Paisiello a Barriera di Milano, un quartiere della città di Torino.[1]
Uno scorcio della Chiesa di San Domenico Savio, nel quartiere torinese di Barriera di Milano (di Pmk58, licenza CC BY-SA 4.0)
A lanciare l'allarme è stato un cugino della donna che non riusciva più a mettersi in contatto con lei. Il cadavere, già in avanzato stato di decomposizione, era avvolto in un lenzuolo bianco e nascosto in un cassettone adoperato come contenitore del letto matrimoniale. Dai rilievi eseguiti dagli investigatori sul posto non sono emersi segni di effrazione e la casa si presentava in ordine. Elementi che hanno indotto gli inquirenti a escludere un furto od una rapina, ipotizzando che la trentaseienne abbia aperto la porta ad una persona di cui si fidava.
Daniela Florea era originaria di Iași – una città della Romania, capoluogo dell'omonimo distretto al confine con la Moldavia –, ma si era trasferita in Italia da circa 25 anni. Separata dall'ex compagno connazionale, Daniel Trandafir, un idraulico di 45 anni, la donna conviveva nell'abitazione di via Paisiello a Torino insieme al figlio di 6 anni. Nel paese d'origine la trentaseienne aveva anche un altro figlio di 16 anni, nato da una precedente relazione con un altro uomo, anche lui residente in Romania.[2]
Daniela Florea si era separata da Trandafir nel settembre del 2025. In precedenza i due risiedevano insieme in un'altra abitazione, sempre nel quartiere torinese di Barriera di Milano.[2] Poi la donna aveva trovato un nuovo appartamento al terzo piano di una palazzina non molto distante, dove si era trasferita con il bambino e organizzato una nuova quotidianità, provando a costruirsi una vita autonoma. Però, secondo quanto riferito dai residenti, la vittima e Daniel Trandafir continuavano a frequentarsi per permettere al padre di trascorrere del tempo con il bambino, affetto da disabilità cognitive.
Dopo la scoperta del corpo senza vita, la Procura di Torino ha aperto un'inchiesta sul caso, condotta dalla locale Squadra Mobile della Polizia di Stato. Trandafir è stato iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.[3] Il figlio di 6 anni è stato affidato ai servizi sociali su disposizione della Procura per i minorenni.
La signora Florea lavorava nei servizi di pulizia all'interno degli ospedali torinesi e, secondo le ricostruzioni più recenti, anche negli ambienti del nosocomio di Regina Margherita. L'ultima persona ad averla vista in vita con certezza è stata la babysitter del figlio. Quest'ultima, ascoltata in Questura, ha raccontato di averla incontrata giovedì 16 luglio 2026. Le due avrebbero dovuto rivedersi il giorno successivo. Venerdì 17, però, dal telefono della trentaseienne sarebbe arrivato un messaggio: "Vado in ferie qualche giorno".[2]
Secondo i primi risultati dell'autopsia, Daniela Florea era morta da almeno quattro giorni. L'avanzato stato di decomposizione non ha permesso di comprendere l'esatta causa del decesso della vittima, [4] tuttavia gli esami hanno rilevato la presenza di un severo politrauma cranico e una compressione violenta di bocca e collo, lesioni considerate compatibili con un'asfissia meccanica. La trentaseienne sarebbe stata colpita e tramortita, poi, quando forse non era più in grado di reagire, l'aggressore le avrebbe impedito di respirare. L'ipotesi considerata più probabile è quella del soffocamento, forse operato con l'ausilio di un cuscino sul volto.[2] La morte della donna sarebbe stata collocata nel corso della notte del 9 e il 10 luglio.
Il successivo 5 agosto 2026 la Squadra Mobile della Polizia di Stato ha sottoposto Daniel Trandafir a fermo di indiziato di delitto per i reati di femminicidio, maltrattamenti in famiglia e occultamento di cadavere.[5] Secondo le risultanze delle indagini coordinate dalla Procura di Torino, l'uomo aveva ucciso l'ex compagna perché non aveva mai accettato la fine della loro relazione, cercando di mantenere un controllo constante nella vita della donna.
Sin dalle ore successive al ritrovamento dei resti del cadavere della vittima, il quarantacinquenne era finito nel mirino degli inquirenti come principale sospettato. La sera del 20 luglio 2026 il romeno era stato rintracciato nella propria abitazione nel quartiere di Barriera di Milano insieme al figlio della coppia e alla cagnolina Maya, da cui Daniela Florea non si separava mai. Secondo gli investigatori, Trandafir avrebbe mentito e fornito versioni contraddittorie mentre veniva ascoltato dagli agenti della Squadra Mobile.[6]
Amici e conoscenti della coppia avrebbero inoltre attribuito all'uomo una serie di condotte insistenti, tra cui telefonate, messaggi, comportamenti dettati dalla gelosia e finalizzati a sorvegliare gli spostamenti dell'ex compagna. L'insieme degli accertamenti, delle testimonianze, dei dati telefonici e delle immagini di videosorveglianza ha portato la Procura ad emettere il decreto di fermo per i gravi indizi di colpevolezza raccolti nei confronti del quarantacinquenne.[5]
Nell'interrogatorio di garanzia tenutosi il 7 agosto 2026, Trandafir si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo per l'esclusione del pericolo di fuga, ma ha comunque disposto la custodia cautelare in carcere a carico del quarantacinquenne.[7]