Milano. Omicidio Giulia Tramontano. Impagnatiello in aula: "Non sono pazzo. Ero saturo di dire bugie".

Immagine della notizia (Immagine di Sailko su Wikimedia Commons — CC BY 3.0)

Milano. Omicidio Giulia Tramontano. Impagnatiello in aula: "Non sono pazzo. Ero saturo di dire bugie".

Alessandro Impagnatiello di nuovo in aula oggi al Tribunale di Milano nel processo per l'omicidio della compagna Giulia Tramontano, la 29enne uccisa il 27 maggio 2023 a Senago mentre era incinta al settimo mese di gravidanza.

Nel corso del suo interrogatorio, il 31enne ha parlato delle sue condizioni mentali, spiegando che "svelare a Giulia che la tradivo è stato l'ennesimo sintomo che la mia testa stava impazzendo, questo non vuol dire che sono pazzo, non penso di essere pazzo, ma che ero saturo di dire bugie".

L'imputato ha svelato poi che "quando ho saputo dalla TV il numero delle coltellate, in cella mimai il gesto della mano e ancora oggi non mi capacito né di una, né di 37 coltellate. Non c'è una spiegazione, non c'è una motivazione. Trentasette volte è una cifra spaventosa, soffocante".

In aula l'ex barman ha ripetuto che l'annuncio della gravidanza della compagna aveva innescato "un'altalena" di emozioni e la scelta di svelare la doppia relazione era dovuto all'esasperazione: "Ero un vaso completamente saturo di bugie e menzogne e non ero abituato a dire bugie. Era come se fosse strabordato qualcosa, come se dovessi svuotarlo perché qualcosa mi mangiava dentro. Non ho spiegazioni sul perché ho confessato il tradimento, così come non so perché permettevo all'altra ragazza di vedere il mio cellulare dove c'era tutta la mia vita con Giulia".

"Se mi chiedessero di lavorare per risarcire... sarà sicuramente il mio scopo di vita... quella è l'unica possibilità di redenzione, cercherò di restituire anche se non cambierà nulla", ha affermato ancora Impagnatiello. "Nel corso di queste ultime settimane e mesi, tanti educatori mi hanno detto che non posso più tornare indietro e devo andare in qualche modo avanti: è facile a dirsi, ma non a farsi. Non posso tornare indietro, potessi darei qualsiasi cosa per farlo".

"Sto ancora tanto lavorando su me stesso, porto avanti meccanicamente la mia esistenza, oggi per me è come se fosse ancora il 27 maggio", anniversario del delitto e giorno in cui l'imputato ha iniziato il suo interrogatorio, conclusosi oggi.

"È stato importante esserci in quella data anche simbolica, anche per me stesso. Non so cosa sarà il mio futuro e la mia esistenza", ha aggiunto l'ex barman che, nel controesame, ha più volte detto "non so" o "non ricordo", davanti alle richieste di puntualizzazioni di accusa e parti civili. (Adnkronos)

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