Mantova. Omicidio Yana Malayko. Chiesta la condanna all'ergastolo per l'ex compagno Dumitru Stratan.
La PM Lucia Lombardo ha chiesto alla Corte d'Assise di Mantova la condanna all'ergastolo per Dumitru Stratan, accusato dell'omicidio volontario – con l'aggravante della premeditazione – e dell'occultamento del cadavere dell'ex fidanzata Yana Malaiko, 23 anni.
Secondo la PM, l'imputato è come un "classico maschio Alfa", quindi sempre alla ricerca del dominio. Più ancora che dal fatto di essere stato lasciato, a innescare la volontà omicida dell'uomo era stata la sua incapacità di sopportare che la giovane si fosse legata a una persona che conosceva: una sorta di umiliazione.
Stratan avrebbe premeditato l'omicidio, preparandone le modalità e studiandone la strategia, come quando ha staccato la telecamera dell'ascensore del palazzo (era finta, ma lui non poteva saperlo). In piena sintonia con la rappresentante dell'accusa, l'avvocato Angelo Lino Murtas, legale della famiglia della vittima.
La condanna all'ergastolo è legata all'aggravante della premeditazione. Le altre aggravanti contestate sono la minorata difesa da parte della vittima (la corporatura minuta della ragazza e il fatto che fosse sola in casa, di notte, persuasa da Stratan ad accettare di incontrarlo con il pretesto di riconsegnarle il cagnolino), il legame affettivo (da poco interrotto) con la giovane ucraina.
Yana Malaiko venne uccisa a Castiglione delle Stiviere nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023, nell'appartamento all'interno del condominio in piazza della Resistenza, dove la 23enne viveva. Secondo le ricostruzioni, dopo l'omicidio, l'assassino aveva nascosto il corpo sotto una catasta di legna e fogliame, nelle campagne di Castiglione, dove era stato ritrovato soltanto tredici giorni dopo, nel pomeriggio del 1º febbraio.
Il successivo 8 marzo, dopo due mesi in carcere e dopo avere sempre scelto il silenzio, Dumitru Stratan aveva ammesso di avere provocato la morte dell'ex compagna, ma aveva negato la volontà di ucciderla: "L'ho colpita una sola volta con la mano per allontanarla da me. Nell'immediatezza non mi sono reso conto delle conseguenze del mio gesto perché mi ero spostato in un altro locale". (di Gabriele Moroni – Il Giorno)