Nizza Monferrato. Zoe Trinchero strangolata e uccisa: Alex Manna accusato del nuovo reato di femminicidio.
Quello di Zoe Trinchero è stato un femminicidio: ora è messo nero su bianco negli atti dell'inchiesta sulla morte della 17enne di Nizza Monferrato. Il pm Giacomo Ferrando ha cambiato il capo d'imputazione per Alex Manna, suo amico di 19 anni, che ha confessato di averla presa a pugni, strangolata e lanciata in un canale intorno all'una del 7 febbraio.
Ma le conclusioni dell'autopsia hanno chiarito che la ragazza era ancora viva quando è stata gettata, morendo poi per «asfissia meccanica da annegamento». Quindi poteva essere salvata se il diciannovenne avesse dato subito l'allarme, invece di tornare a casa a cambiarsi e dare la colpa del delitto a Naudy Carbone, musicista di origine africana che ha poi rischiato di essere linciato dagli amici di Zoe.
La svolta nelle indagini, con il passaggio da omicidio aggravato dai futili motivi a femminicidio, è arrivata dopo il deposito delle conclusioni dell'autopsia e delle analisi dei Ris di Parma sugli indumenti e sui cellulari di vittima e assassino. Il medico legale Alessandra Cicchini ha stabilito che la vittima è stata colpita frontalmente da «uno o più pugni al volto» mentre si trovava nel parcheggio di via San Martino, dove lei e Manna si erano appartati dalle 23.05 alle 23.50.
Poi lui l'ha afferrata al collo «nel probabile tentativo di strozzamento». Subito dopo c'è stata la caduta di quasi 4 metri e mezzo nel letto del rio Nizza, dove «Zoe Trinchero ha inalato acqua commista a particolato sabbioso e che, di conseguenza, era certamente in vita al momento dell'ingresso in acqua». Per questo è anche probabile che sia stata lanciata al centro del torrente, dove scorreva l'acqua, e non solo lasciata cadere sull'argine. (di Federico Gottardo – la Repubblica)