Voce su Zoe Trinchero
Zoe Trinchero, 17 anni, è stata trovata morta nel corso della notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026 nel rio Nizza a Nizza Monferrato in provincia di Asti.[1][2]
La ragazza, la sera precedente, era uscita con i suoi amici e aveva frequentato alcuni locali della città, poi si sarebbe allontanata. Gli amici, non vedendola rientrare, si sono preoccupati e hanno segnalato la sua scomparsa. A ritrovarla, poche ore dopo, sono stati gli stessi amici che hanno notato il corpo esanime nel bacino idrico e si sono adoperati per salvare la vittima. Purtroppo, però, la diciassettenne era ormai deceduta.
Uno scorcio del Palazzo Comune di Nizza Monferrato in Piazza Martiri di Alessandria (di TeKappa, licenza CC BY-SA 4.0)
Zoe Trinchero, originaria di Agliano Terme (Asti), da qualche mese lavorava al bar della stazione ferroviaria di Nizza Monferrato ed era molto conosciuta in città.
Secondo le prime ricostruzioni, la giovane presentava sul corpo evidenti segni riconducibili ad un'aggressione, tra cui varie lesioni nella regione del collo e tumefazioni al volto. Gli inquirenti hanno ipotizzato un omicidio per strangolamento, in attesa degli accertamenti dell'autopsia per chiarire le cause della morte.
Nelle pomeriggio del 7 febbraio, un conoscente della ragazza è stato convocato nella caserma dei Carabinieri di Nizza Monferrato. Si tratta di Alex Giuseppe Manna, 20 anni, originario di Montegrosso d'Asti. Il giovane avrebbe fornito un racconto con diverse incongruenze che ha indotto i militari ad avviare i dovuti approfondimenti.
Nel corso del colloquio di fronte al PM della Procura di Alessandria, il ventenne ha confessato di avere ucciso Zoe Trinchero.[3][4] Il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite. La ragazza avrebbe rifiutato di discutere con il giovane e si sarebbe voluta allontanare, ma lui non ha accettato e l'ha aggredita mortalmente, poi avrebbe gettato il corpo della vittima nel rio Nizza.
Secondo le ricostruzioni, Manna si sarebbe appartato con la diciassettenne e, ad un certo punto della serata, avrebbe chiamato gli amici, sconvolto, dicendo che lui e la ragazza erano stati aggrediti da un giovane di Nizza Monferrato con presunti problemi psichici che nelle settimane precedenti era finito al centro di una campagna social denigratoria. Quest'ultimo, però, non c'entrava nulla, come accertato dai riscontri degli investigatori.[3][4]
Dopo la confessione resa ai Carabinieri, Manna è stato condotto in carcere, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
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