Mileto. Omicidio Maria Assunta Currà. La vittima freddata alle spalle: Sparati almeno cinque colpi.
Lei ritrovata accanto ad uno scatolone, lui poco distante, riversi entrambi sul pavimento, privi di vita, in un lago di sangue. Sono alcuni dei particolari del terribile omicidio-suicidio consumatosi venerdì pomeriggio nell'abitazione di Pasquale Calzone a Mileto (Vibo Valentia).
L'uomo, ragioniere 63enne con la passione per le armi, ha prima ucciso la moglie dalla quale si era separato da circa un anno, la 55enne Maria Assunta Currà, per poi puntare la pistola alla tempia e premere il grilletto.
La dinamica è al vaglio della sezione scientifica dell'Arma dei Carabinieri su mandato della pm Alessandra Trabucco e del procuratore capo Camillo Falvo, ma da quanto è stato possibile apprendere l'omicidio-suicidio è avvenuto nel salone.
Per la precisione l'uomo avrebbe aperto il fuoco nel momento in cui la donna era inginocchiata per prendere uno scatolone all'interno del quale c'erano degli effetti personali che si era recata a recuperare nella vecchia casa coniugale che aveva lasciato circa un anno fa per recarsi prima dal figlio, a Torino, e successivamente dalla sorella, in Toscana. La decisione di rientrare a Mileto l'aveva maturata non molto tempo addietro.
In questi giorni pare si fosse recata altre volte presso l'abitazione dell'ex marito, ma nulla faceva mai pensare a cosa sarebbe accaduto. Evidentemente le vecchie ruggini tra i due sono riemerse sfociando prima in una discussione (alcuni vicini avrebbero infatti riferito di aver sentito la donna urlare) e poco dopo nell'omicidio.
Gli investigatori della compagnia di Vibo e della Stazione di Mileto stanno cercando di mettere insieme i pezzi degli ultimi attimi di vita della coppia e non è da escludere che proprio al culmine del diverbio l'uomo sia andato a prendere una delle sue pistole, si sia avvicinato all'ex coniuge, intenta a sistemare uno scatolone sul pavimento, ed esplodere almeno 5 cinque colpi mentre le dava le spalle. La maggior parte ha raggiunto la 55enne alla schiena, uno invece alla testa. (di Gianluca Prestia – Il Quotidiano del Sud)