Milano. Omicidio Jhoanna Nataly Quintanilla. La pubblica accusa evidenzia le bugie di Pablo Gonzalez.
Nuova udienza ieri in Corte d'Assise a Milano per la discussione dei testi sull'omicidio di Jhoanna Nataly Quintanilla, la baby sitter di 40 anni uccisa dal compagno, il salvadoregno Pablo Heriberto Gonzalez Rivas.
Il 48enne assassino era in aula e ha assistito con sguardo basso alla ricostruzione fornita dai Carabinieri nelle indagini coordinate dalla pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunta Letizia Mannella. Stando alle evidenze, Gonzales dopo aver picchiato e strangolato la compagna, la notte del 25 gennaio di un anno fa – dal loro monolocale di piazza Daini in zona Bicocca –, ha trascinato giù dalle scale un borsone in cui ha nascosto il cadavere della vittima.
In auto poi si è diretto nella zona di Zelo Buon Persico, nel lodigiano, e lì ha abbandonato la borsa nelle acque dell'Adda, sperando di cancellare ogni traccia. Ma il fiume restituisce il corpo di Jhoanna Quintanilla i primi giorni di febbraio. I dubbi da subito si erano concentrati su di lui, che invece, aveva sporto denuncia di scomparsa soltanto una settimana dopo l'omicidio, sempre nel tentativo di accreditare la tesi insostenibile dell'allontanamento volontario.
In aula durante l'udienza sono riemerse tutte le bugie che Gonzales aveva raccontato, a partire da quando la datrice di lavoro di Jhoanna l'aveva cercata al telefono non vedendola arrivare la mattina, nell'abitazione in cui da anni faceva la governante-baby sitter. Gonzales aveva raccontato che la convivente era depressa e si era allontanata volontariamente tenendone nascosto il motivo anche a lui. E, ancora, che spesso prendeva psicofarmaci che le procuravano uno "straniamento". Tutti elementi non riscontrati.
Secondo le ricostruzioni, Gonzalez uccise la donna perché lei voleva interrompere la relazione, dopo un litigio legato ai soldi che lui inviava alla ex moglie, residente a El Salvador in Centro America, dove aveva anche due figli. L'ex coniuge sarebbe dovuta salire a Milano e Jhoanna Quintanilla non ne voleva più sapere di lui, non lo voleva più in casa. (di Anna Giorgi – Il Giorno)