Bergamo. Omicidio Valentina Sarto. La donna voleva denunciare l'ex compagno da cui si stava per separare.
Pochi giorni fa, Valentina Sarto si era presentata dai Carabinieri di Almenno San Salvatore. Le minacce del marito, Vincenzo Dongellini, sarebbero iniziate subito dopo il matrimonio e nelle ultime settimane erano diventate più frequenti dopo che lei gli aveva comunicato l'intenzione di lasciarlo.
L'ennesimo femminicidio si è consumato in via Pescaria a Bergamo. L''allarme era stato dato dalla figlia dell'uomo, nata da una precedente relazione, che ha chiamato il 112 a seguito di un litigio tra il padre e la moglie. Il corpo della donna, privo di vita, è stato trovato in camera da letto. Dopo aver ucciso la moglie a coltellate, Dongellini ha provato a togliersi la vita: gli agenti lo hanno ritrovato accovacciato su sè stesso, sanguinante dalle ferite superficiali che lui stesso si era inferto.
I due stavano insieme da una decina d'anni. Le violenze, verbali e non, sarebbero iniziate dopo il matrimonio nel maggio del 2025. Pare che la donna avesse deciso di lasciarlo. Una scelta che Dongellini non era riuscito ad accettare. "Era geloso e la minacciava – racconta Moris Panza, l'uomo che la 42enne frequentava da qualche settimana –. Lei gli aveva confessato che era innamorata di un altro. Ero convinto fosse in pericolo: per questo le ho chiesto diverse volte di stare da me o andare da una sua amica a Seriate".
Sabato mattina, 14 marzo, Panza aveva accompagnato Valentina Sarto alla caserma dei carabinieri di Almenno San Salvatore. "Voleva capire cosa fare – spiega –. I militari le hanno chiesto di fare denuncia, ma lei ha preferito aspettare una settimana per capire se le minacce sarebbero continuate".
Due residenti riferiscono di aver sentito delle grida in strada alcune notti fa. «Abbiamo percepito delle urla di una donna in difficoltà – spiegano –. Lei gridava "Lasciami in pace", saranno state le 4 o le 5 di mattina. Siamo usciti sul balcone, ma non siamo riusciti a vedere nessuno. Se li avessimo visti rientrare in casa avremmo chiamato la Polizia». (di Riccardo Quarti e Francesco Scandella – Bergamonews)