Camaiore. Duplice omicidio di Kety Andreoni e il figlio Mirko: Piero Moriconi non parla davanti al Gip di Lucca.
Piero Moriconi potrebbe aver covato per diverso tempo l'idea di fare quello che ha fatto, cioè imbracciare il fucile e uccidere la moglie Kety Andreoni e il figlio Mirko.
È questa l'ipotesi che la pm incaricata delle indagini, Elena Leone, ha contestato al muratore di Camaiore durante l'udienza di stamani, venerdì 26 giugno 2026, al tribunale di Lucca. Il 63enne, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma oltre che dall'accusa di duplice omicidio, potrebbe presto doversi difendere anche dall'aggravante della premeditazione. Il giudice si è riservato la decisione sulla convalida e sulla misura, ma per adesso Moriconi resta in carcere.
L'avvocato che lo ha assistito in questi due giorni, Giacomo Fabbri, non ravvisa fondatezza nel contestare la premeditazione. Il professionista, nominato d'ufficio, potrebbe presto essere sostituito da un legale di fiducia. "È stato un gesto estemporaneo – ha detto il difensore – Moriconi stesso aveva parlato di 'una scintilla' nell'interrogatorio".
Ai presenti, l'avvocato Fabbri ha detto di averlo "trovato molto confuso" e per questo era nata l'idea di chiedere una perizia psichiatrica. "Mi sembra si trovi in uno stato di stress, agitazione e depressione. Secondo me – ha aggiunto il legale – ci sono gli estremi per valutare la capacità di intendere e di volere al momento del fatto, oltreché per affrontare eventuali processi ma valuterà il prossimo difensore. Io vedo una sindrome ansioso depressiva che dovrà però valutare uno specialista".
Mirko si dichiarava omosessuale e già in passato si era rivolto al consultorio di Torre del Lago per informarsi sulla transizione di genere. Nei suoi post si percepiva tutta la rabbia e la frustrazione per un papà a cui probabilmente questa condizione non andava giù, tanto che nel 2022 scriveva su TikTok: "Brutto avere un padre che ti preferisce morto anzichè gay". In tutto questo spiccava la figura della mamma, vero e proprio punto di riferimento per il giovane, ma che proprio per questo era diventata anch'essa un bersaglio per il marito.
Si continua comunque ad indagare per capire cosa accadesse davvero tra quelle quattro mura, a cominciare dalla veridicità di quelle accuse che Piero Moriconi ha mosso nei confronti delle sue vittime poco dopo aver commesso il duplice omicidio. Il 63enne si detto infatti esasperato per delle presunte violenze fisiche ad opera della moglie e per le continue richieste di denaro del figlio. (la Nazione)