Rimini. Tania Sperindio uccisa in casa a Coriano. Al momento la Procura non contesta il femminicidio.
Proseguono gli accertamenti sulla morte di Tania Sperindio, la donna uccisa lo scorso 15 luglio a Mulazzano di Coriano nel riminese.
Al momento, l'unica persona indagata è l'ex marito, Mario Bonifazi, detenuto nella Casa Circondariale di Rimini. Il quadro accusatorio tracciato dai sostituti procuratori contesta formalmente l'ipotesi di omicidio volontario, con le aggravanti legate al vincolo di parentela e alle circostanze dell'azione. Non viene invece contestata, allo stato attuale, l'aggravante legata al genere, cioè quella riconducibile al femminicidio.
Una distinzione sulla quale interviene la difesa di Bonifazi, rappresentata dall'avvocato Massimiliano Orrù del Foro di Rimini. Secondo il legale, nell'impianto accusatorio attuale non emergerebbero elementi riconducibili a dinamiche di possesso, gelosia o prevaricazione nei confronti della vittima in quanto donna. La difesa sottolinea però che il quadro potrebbe ancora cambiare.
Quello notificato agli interessati, infatti, è un avviso relativo all'esecuzione di accertamenti tecnici e non un provvedimento di chiusura delle indagini. Ed è proprio sul fronte degli accertamenti scientifici che si concentra ora l'attività investigativa. La Procura ha disposto esami tecnici non ripetibili sui reperti sequestrati, affidandoli al Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Parma.
L'inchiesta, dunque, resta aperta e il quadro accusatorio non è ancora definitivo. I risultati degli accertamenti del RIS potrebbero infatti incidere sulla ricostruzione della vicenda e sulle successive determinazioni della Procura di Rimini. (di Federica Mosconi – Teleromagna)