Coriano. Omicidio Tania Sperindio. La lite per la vendita della casa. Mario Bonifazi condotto in carcere.
Un divorzio alle spalle, anni di tensioni e una casa contesa. È in questo contesto, secondo gli investigatori, che sarebbe maturato il femminicidio di Tania Sperindio, 63 anni, uccisa a martellate mercoledì scorso in una villetta di Coriano (Rimini), dove continuava a vivere l'ex marito Mario Bonifazi, 71 anni.
L'uomo, accusato di omicidio aggravato, si trova oggi nel carcere di Rimini dopo essersi autodenunciato ai carabinieri con una telefonata: "Venite, ho ucciso mia moglie". Davanti alla pm Paola Bonetti si è avvalso della facoltà di non rispondere. I due erano separati da circa tre anni e divorziati da uno. Dopo una vita trascorsa insieme – prima con un negozio di fiori a Riccione e poi come ambulanti – Tania Sperindio si era trasferita a Rimini mentre Bonifazi era rimasto nella villetta.
Proprio quell'immobile sarebbe diventato il principale motivo di attrito. Lei voleva venderlo, lui no. Mercoledì l'uomo trascorre parte del pomeriggio al circolo di Mulazzano. Gli amici lo vedono giocare a carte fino alle 16:30, poi rientra a casa. Poco dopo arriva anche Sperindio. I due attendono un geometra incaricato di valutare lo stato dell'immobile. Il tecnico conclude il proprio lavoro e lascia la casa intorno alle 18:00.
Da quel momento, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la situazione degenera. In casa c'è anche uno dei due figli della coppia, 27 anni, rientrato da Roma. Secondo quanto emerso, stava facendo la doccia e non si sarebbe accorto di nulla mentre, nel locale caldaie, si consumava l'aggressione. Soltanto più tardi sarebbe stato il padre a dirgli: "La mamma è di sotto".
La donna sarebbe stata colpita più volte alla testa e al corpo con un oggetto contundente, probabilmente un martello, poi sequestrato dai Carabinieri. Sarà l'autopsia a chiarire il numero dei colpi, la causa della morte e l'orario dell'aggressione. Quando i militari arrivano, trovano Bonifazi accanto al corpo della ex moglie. L'immobile viene sequestrato insieme alla presunta arma del delitto. (di Lorenzo Muccioli – il Resto del Carlino)