Alessandria. Chiuse le indagini sulla morta di Zoe Trinchero. L'amico Alex Manna accusato di femminicidio.
Le indagini sulla morte di Zoe Trinchero, 17 anni, avvenuta ad inizio febbraio a Nizza Monferrato sono chiuse.
La Procura di Alessandria, competente per il territorio, e i carabinieri di Nizza hanno raccolto elementi sufficienti per portare l'omicidio della ragazza davanti ad un Gip per chiedere il rinvio a giudizio di Alex Manna, 19 anni, in carcere dalla sera stessa del giorno in cui il corpo di Zoe è stato ritrovato sul fondo del rio Nizza.
Sette mesi di accertamenti, approfondimenti tecnici, di consulenze, di testimoni sentiti e risentiti. Ma anche di analisi dei tabulati telefonici per accertare le posizioni di Zoe ed Alex quella sera e dei messaggi che si sono scambiati. Tutto per capire cosa ha portato a quella violenza inaudita che è costata la vita alla ragazza.
Al ragazzo di Montegrosso è stato addebitato il reato di femminicidio (in un primo momento fu solo di omicidio). Lo si legge chiaramente nelle conclusioni del pm Ferrando: «Cagionava la morte di Zoe Trinchero in quanto donna, quale atto di prevaricazione e dominio di genere». Ma perché? Per la Procura è stata la reazione al rifiuto opposto dalla ragazza ad un approccio sessuale. Rifiuto che Alex non ha accettato.
L'ha colpita con più pugni, come da lui stesso ammesso in confessione, poi l'ha afferrata per il collo e l'ha scaraventata oltre la ringhiera di protezione al canale del rio Nizza dove l'ha fatta precipitare da un'altezza di oltre quattro metri. E dove Zoe, secondo le risultanze dell'autopsia, è morta per annegamento.
Ora i difensori di Manna e gli avvocati di parte civile hanno tempo venti giorni per presentare memorie, produrre documenti e depositare eventuali indagini difensive oltre a poter chiedere un interrogatorio dell'imputato. (di Daniela Peira – La Nuova Provincia)