Abano Terme. Omicidio Nicoleta Rotaru. Traferiti i carabinieri che erano intervenuti alle segnalazioni della vittima.

Immagine della notizia (Immagine di Fischer.H su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Abano Terme. Omicidio Nicoleta Rotaru. Traferiti i carabinieri che erano intervenuti alle segnalazioni della vittima.

Una decisione interna alla stessa Arma dei Carabinieri: i due militari della Compagnia di Abano Terme per i quali la Corte d'Assise di Padova aveva chiesto la trasmissione degli atti alla Procura generale di Venezia, sono stati spostati dalla caserma della cittadina termale.

Una decisione arrivata come risposta a quella negligenza sottolineata nella valutazione del caso di Nicoleta Rotaru, la 39enne di Abano che, secondo gli inquirenti, fu uccisa dall'ex marito Erik Zorzi nella notte tra l'1 e il 2 agosto 2023.

Un femminicidio che Zorzi avrebbe mascherato da suicidio per sette mesi, fino al suo arresto nel marzo 2024 quando in Procura era stata ascoltata la registrazione dell'agguato fatto dall'uomo alla madre delle sue due bambine. Zorzi è stato condannato all'ergastolo e il prossimo 14 ottobre si aprirà il processo in Appello.

Ma intanto la decisione dell'Arma riporta d'attualità la gestione del caso di Nicoleta Rotaru. Tra maggio 2021 e luglio 2023 per otto volte i carabinieri erano intervenuti al civico 15 di via Rocca Pendice ad Abano. Sempre per lo stesso motivo: liti furibonde e maltrattamenti nei confronti della 39enne di origine moldava da parte del marito.

I due erano separati dal gennaio 2023, ma avevano continuato a vivere nella stessa abitazione, di proprietà dell'uomo che non l'aveva abbandonata. Già da due anni però la presenza dei carabinieri era diventata abituale per i vicini di casa. Per due volte erano intervenuti a maggio e giugno 2021; poi ancora a maggio e giugno 2022 e a ottobre dello stesso anno; e anche a gennaio e aprile 2023.

L'ultima volta un mese prima della tragedia. Eppure mai nessun provvedimento era scattato, anche se gli interventi erano tutti legati a liti tra le mura domestiche. Non erano stati riscontrati maltrattamenti in flagranza di reato, perciò per procedere nei confronti di Zorzi sarebbe stata necessaria una denuncia. Ma in Procura non era arrivata nemmeno una semplice segnalazione.

Dopo la trasmissione degli atti in Procura generale, era arrivato anche un provvedimento disciplinare e la decisione, del comando generale dei Carabinieri, di spostare i due militari che più volte erano intervenuti a casa di Nicoleta Rotaru. (di Nicola Munaro – Il Gazzettino)

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