Voce su Samanta Zironi
Samanta Zironi, 50 anni, è stata trovata morta nel corso della notte tra il 29 e il 30 maggio 2026 nell'abitazione in cui risiedeva, situata in un condominio del quartiere del Barco a Ferrara.[1]
Uno scorcio della Chiesa parrocchiale di San Pio X nel quartiere del Barco a Ferrara (di Nicola Quirico, licenza CC BY-SA 4.0)
A lanciare l'allarme è stato il marito che ha telefonato ai soccorritori del 112, intervenuti nell'appartamento quando per la donna ormai non c'era altro da fare che constatare il decesso. Sul posto è giunta anche la Squadra Mobile della Polizia di Stato.
Il corpo senza vita della vittima è stato rivenuto disteso a terra, accanto al letto matrimoniale, con una ferita al petto provocata da un'arma da taglio. Agli agenti della Polizia intervenuti nell'abitazione, il marito avrebbe riferito che la vittima si era suicidata: "Si è tolta la vita. L'ho trovata così".[2][3] La sua versione, però, è apparsa sin da subito non compatibile con la scena del crimine.
Accompagnato negli uffici della Questura, il cinquantaduenne è stato interrogato dal pm di turno della Procura di Ferrara, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.[1] Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato condotto in carcere, gravemente indiziato dell'omicidio della moglie. Secondo le ricostruzioni investigative, sarebbe stato proprio il cinquantaduenne a uccidere la donna a coltellate.[4]
I vicini di casa della coppia hanno riferito di frequenti litigi tra i due coniugi, l'ultimo dei quali sarebbe avvenuto intorno a mezzogiorno di venerdì 29 maggio 2026. Una vicina in particolare ha raccontato alla stampa locale che la signora Zironi, nelle settimane precedenti, le avrebbe confidato di avere valutato di sporgere una denuncia qualora il marito avesse alzato ancora le mani contro di lei: "Le avevo detto di andarsene, di tornare dalla madre. Mi aveva promesso che la prossima volta avrebbe denunciato. Non ce l'ha fatta".[5]
Non risulta che la cinquantenne abbia presentato in passato denunce contro il marito, ma agli atti sono registrati degli interventi delle forze dell'ordine nella stessa abitazione per litigi tra i due conviventi. La coppia ha una figlia che però non viveva con i genitori perché era stata affidata ai servizi sociali.[4]
Samanta Zironi e Vladimiro Lombardi vivevano da anni nel complesso di edilizia popolare dell'ACER (Azienda Casa Emilia Romagna), situato nel quartiere del Barco. I due stavano insieme da circa venti anni e in zona erano conosciuti come persone con fragilità socio-economiche. L'uomo lavorava al polo chimico di Ferrara, mentre la donna era casalinga.[5]
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