Il femminicidio di Nadia Meneghini a Torino

Vittima:
Nadia Meneghini
Killer:
Antonio Rizzo
Località:
Torino
Data:
31 agosto 2002

Trovata morta a 20 anni nella sua abitazione di Torino la mattina del 31 agosto 2002. Pochi giorni dopo è stato fermato il suo compagno e collega di lavoro, Antonio Rizzo, detto Toni, 28 anni. Durante un lungo interrogatorio di fronte agli inquirenti, ha confessato il delitto. Il movente la gelosia nei confronti della vittima perché aveva compreso che lei lo voleva lasciare.

A incastrarlo è stata una telefonata effettuata sul cellulare della compagna, nel quale lui aveva inserito la propria scheda SIM. Così gli investigatori sono risaliti a lui ritenendolo il responsabile dell'omicidio. Il loro rapporto era già teso, infatti, le colleghe della donna avevano assistito, il giorno prima della tragedia, a un litigio tra Nadia e Antonio sul posto di lavoro. Secondo l'autopsia, la vittima è stata soffocata la sera precedente al ritrovamento del cadavere. Rizzo avrebbe prima tentato di strozzarla con una corda, poi le ha compresso un cuscino sul volto, togliendole per sempre il respiro. Dopo averla uccisa, ha messo a soqqaudro l'appartamento tentando di inscenare una rapina finita male.

Il ventottenne aveva raccontato che quel gesto sarebbe stato compiuto in seguito a un raptus, ma la procura ha sostenuto invece la premeditazione. Processato in rito abbreviato, è stato condannato in primo grado a 17 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

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