Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Valentina Salamone ad Adrano

Vittima:
Valentina Salamone
Presunto killer:
Nicola Mancuso
Località:
Adrano
Data:
24 luglio 2010

Voce su Valentina Salamone

Originaria di Biancavilla, fu ritrovata morta a 19 anni il 24 luglio 2010, impiccata a una trave all'esterno di una villa di Adrano in provincia di Catania. L'episodio fu inizialmente archiviato come suicidio. Tuttavia, due anni dopo, ulteriori attività investigative considerarono la pista dell'omicidio, anche grazie alle richieste dei parenti della vittima che non avevano mai creduto all'ipotesi del gesto estremo.

Le indagini accertarono che la ragazza non poté togliersi la vita da sola. La scientifica recuperò sulle scarpe della giovane alcune le tracce di sangue, attribuite a Nicola Mancuso. Quest'ultimo, sposato con un'altra donna e padre di tre figli, aveva una relazione extraconiugale con la vittima. Secondo le ricostruzioni, Valentina e l'amante, che aveva 31 anni all'epoca dei fatti, organizzarono insieme ad altri amici un weekend in compagnia dandosi appuntamento nella villa dove si consumò il delitto. Quando i due rimasero da soli, lui ne avrebbe approfittato per inscenare il suicidio.

Nel marzo del 2013 fu emessa nei confronti dell'uomo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il successivo mese di ottobre ritornò in libertà, ma venne poi condotto nuovamente alla sbarra in seguito alla condanna a 14 anni di reclusione per traffico di droga. Mancuso si era sempre dichiarato innocente, ma gli inquirenti ottennero il rinvio a giudizio. L'imputato fu considerato l'unico responsabile della morte dell'amante, uccisa perché la loro relazione divenne troppo scomoda da portare avanti.

Nel giugno del 2019 è stato condannato in primo grado all'ergastolo. Sentenza confermata nel marzo del 2021 in Corte d'Appello.

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