Civitavecchia. Il PM sul femminicidio Torzullo: "Una decisione maturata da tempo". Spunta l'ipotesi dei complici.
La morte di Federica Torzullo, uccisa dal coniuge Claudio Agostino Carlomagno, è "un dato ormai acquisito". Con queste parole il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, ricostruisce in un comunicato la genesi e lo sviluppo del femminicidio di Federica Torzullo.
Un delitto che, secondo l'impianto accusatorio, avrebbe come movente il rifiuto dell'uomo di accettare la fine del rapporto e la volontà di preservare una condizione di comodo costruita negli anni. Fin dall'emissione del fermo, il 18 gennaio 2026, l'Ufficio di Procura aveva individuato il movente nel rifiuto di Torzullo di mantenere il legame affettivo. Le indagini successive avrebbero confermato e rafforzato questa ipotesi.
La donna, stando alla ricostruzione, viveva una condizione di stallo. Solo passando "dall'idea all'azione" di separarsi avrebbe potuto far saltare i piani del coniuge. La decisione definitiva matura nel periodo natalizio. Stanca dell'ostruzionismo, la quarantunenne pone un ultimatum: dopo le feste, ciascuno si sarebbe trasferito in un domicilio diverso e il figlio minore sarebbe rimasto nella villa familiare e i genitori si sarebbero alternati nel ruolo educativo.
È in questo contesto che, secondo la Procura, si consuma l'accelerazione dell'esecuzione dell'omicidio. La sera di giovedì 8 gennaio, vigilia della partenza, mentre Federica prepara le valigie e torna con decisione sull'argomento, Carlomagno comprende che "la melina era inutile" e che la separazione sarebbe divenuta effettiva di lì a pochi giorni. A quel punto recupera un coltello precedentemente occultato "alla bisogna" e colpisce la moglie.
Gli esami scientifici in corso dovranno stabilire se Claudio Carlomagno abbia agito da solo e dove sia stato bruciato il corpo della donna, se nella buca scavata o nel cassone di un camion che l'uomo ha utilizzato probabilmente per spostare il cadavere della moglie.
L'accusa ritiene ragionevole attendersi la conferma del quadro già delineato dagli indizi: un omicidio consumato tra le ultime ore dell'8 gennaio e le prime del 9, forse in ambienti diversi dal bagno; l'utilizzo di un'arma non ancora ritrovata; la predisposizione preventiva della buca in cui il corpo è stato sepolto; la possibile presenza di terze persone in fasi antecedenti, concomitanti o successive al delitto, considerata "l'inverosimile ricostruzione" fornita dall'indagato.
Un femminicidio che, per la Procura, non sarebbe frutto di un impulso improvviso, ma l'esito di una decisione maturata nel tempo, alimentata dall'incapacità di accettare l'autonomia e la scelta di libertà di Federica Torzullo. (di Emilio Orlando – LaPresse)