Aosta. Omicidio Nathalie Laisné. La perizia psichiatrica su Sohaib Teima: "L'imputato può stare a processo".
Per il consulente della Corte d'Assise di Aosta, lo psichiatra Francesco Cargioli, Sohaib Teima può stare a processo. È questa la conclusione a cui è giunto il professionista al termine della perizia psichiatrica disposta sull'unico imputato per il delitto di Auriane Nathalie Laisné.
La giovane di 22 anni fu uccisa nella chiesetta diroccata di Equilivaz, frazione disabitata di La Salle, a fine marzo del 2024. La sentenza di primo grado è attesa per il prossimo 8 aprile. Il verdetto arriverà poco più di due anni esatti dopo il ritrovamento del cadavere della vittima, avvenuto il 5 aprile.
Secondo i risultati della perizia psichiatrica (inizialmente negata e poi concessa dai giudici), «è emerso un quadro di disturbo di personalità misto, ma non ho ravvisato elementi che interferiscano con la sua capacità di stare a processo», ha detto Cargioli.
«Non c'è perdita di realtà. Il disturbo di personalità incide sull'imputabilità quando c'è perdita di contatto con la realtà o un grave disturbo psicotico. I quadri di personalità si stabilizzano dopo l'adolescenza, escluderei un'evoluzione psicotica», ha concluso il perito nominato dalla Corte.
Con l'audizione di Cargioli, si è conclusa l'istruttoria dibattimentale. Il prossimo 18 marzo sono in calendario le discussioni del pubblico ministero e delle parti civili. Sette giorni più tardi toccherà ai difensori dell'imputato. (di Thomas Piccot – Aosta News)