Riva del Garda. Morta dopo essere caduta dalla finestra quattro anni fa. Il compagno condannato per omicidio.
Ion Gavrila è stato condannato in primo grado per l'omicidio di Maria Rosca, la 46enne di origini moldave, madre di tre figli, morta dopo un volo di quindici metri dalla finestra del terzo piano della palazzina dove viveva, in via Fiume a Riva del Garda, la sera del 30 gennaio 2022.
La Corte d'Assise di Trento ha inflitto a 22 anni di reclusione all'imputato. L'uomo però si trova in Romania, nel suo paese d'origine, dove si era recato in seguito al decesso della convivente.
«Un delitto d'impeto», l'aveva definito il pubblico ministero Fabrizio De Angelis nell'ultima udienza davanti alla Corte, presieduta dal giudice Rocco Valeggia. Il pm aveva chiesto la condanna a 24 anni per omicidio volontario. «È un processo indiziario – aveva premesso all'inizio della requisitoria –, ma all'esito delle prove quello che è emerso è molto chiaro».
Per la Procura non c'erano dubbi. Ion Gavrila, come ha ricostruito in aula il consulente, l'ingegner Igor Gonnella, avrebbe alzato Maria Rosca e l'avrebbe gettata dalla finestra dopo una violenta lite. Nessun dubbio neppure per le avvocate di parte civile, Chiara Pontalti e Cinzia Di Lucia, che rappresentano due dei tre figli della donna.
Non è così invece per la difesa, rappresentata dall'avvocato Fabrizio Casetti, che in aula ha tentato di smantellare l'impianto accusatorio e di instillare dubbi nella Corte e nei giudici popolari. In un primo momento si era pensato a un gesto estremo della donna, ma un audio delle telecamere del supermercato Poli, poco distante dall'abitazione, ha inchiodato l'imputato. (di Dafne Roat – Corriere del Trentino)