Roma. Omicidio Ilaria Sula. Le parole di Mark Samson in aula: "L'ho colpita, non so quante volte...".
Mark Antony Samson si è presentato oggi, martedì 17 marzo 2026, nell'aula bunker di Rebibbia, davanti alla terza Corte d'Assise di Roma, dove è imputato per il femminicidio della ex fidanzata Ilaria Sula, 24 anni, uccisa a coltellate un anno fa nell'appartamento di via Homs del quartiere Africano a Roma.
Il giovane, reo confesso, ha fornito ai giudici la sua versione dei fatti e degli eventi che hanno preceduto l'assassinio. «Non so spiegare cosa mi è preso», ha dichiarato. «È come se mi fosse sceso un velo sugli occhi, sentivo un misto di emozioni negative. Non mi ricordo quante volte l'ho colpita sul volto, sicuramente più di due».
Secondo Samson, «Ilaria era arrabbiata e delusa» quando ha scoperto le bugie che lui le diceva sui voti e sugli esami universitari. Sula è stata colpita da tre coltellate al collo e poi abbandonata all'interno di una valigia in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina. Alla luce degli elementi emersi durante le indagini, i pm romani, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano al 22enne l'omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione, oltre ai reati di futili motivi, abuso del legame affettivo con la vittima e occultamento di cadavere.
Durante l'esame, Samson ha riconosciuto di non aver sempre detto la verità. «Cercavo di proteggere mia madre prima che fosse indagata», ha spiegato ai giudici. La donna, Nors Manlapaz, ha patteggiato a novembre una pena a due anni per concorso in occultamento di cadavere aggravato dal nesso teleologico.
La donna originaria delle Filippine, dopo che il figlio la mattina del 26 marzo scorso uccise Ilaria Sula nell'appartamento di via Homs nel quartiere Africano, armata di stracci si era messa a pulire meticolosamente la stanza, nel tentativo di eliminare le tracce del sangue uscito copioso dal collo della vittima. (di Ugo Milano – Open)