Bergamo. Omicidio Valentina Sarto. Dongellini: "Ci siamo aggrediti a vicenda". Ma per il Gip l'uomo mente.
Vincenzo Dongellini, il 49enne che tre giorni fa a Bergamo ha ammazzato a coltellate la moglie Valentina Sarto, bolognese di 41 anni, ha parlato. Se davanti ai pm bergamaschi l'ex magazziniere si era avvalso della facoltà di non rispondere, ieri davanti al gip Gaudino ha scelto di raccontare la sua versione. Un racconto che sarebbe però smentito nei fatti: dalle carte e dall'autopsia sulla donna.
L'imputato ha spiegato che il giorno prima dell'omicidio lui e lei avevano litigato e si erano strattonati reciprocamente. Il giorno successivo lui aveva minacciato e insultato la moglie. La vittima sarebbe corsa in cucina a prendere una lama, seguita dal marito che a sua volta si era armato di coltello. Sarebbero tornati a letto, dove in ginocchio si sarebbero sferrati reciprocamente delle coltellate. Una tesi, quella della reciprocità dell'aggressione, smentita però dai fatti, come scrive il giudice nell'ordinanza.
Alla luce della fasciatura alla mano che Valentina Sarto aveva per le lesioni riportate il 12 marzo "e la sua morte pochi giorni dopo" – scrive il giudice – il racconto dell'uomo non regge. Secondo la ricostruzione del Gip, mercoledì mattina alle 11.52 Vincenzo Dongellini telefona alla figlia (avuta da una precedente relazione) che vive a Crema. E le dice: "L'ho ammazzata". Quando la Polizia arriva a casa della coppia, lui è seduto sul divano: "Ci siamo accoltellati, voleva lasciarmi perché si era innamorata di un altro".
Tutte bugie, secondo il giudice, che ha disposto la custodia in carcere. Nel frattempo, venerdì sera a Bergamo c'è stata una fiaccolata In ricordo della vittima. Il funerale si terrà martedì mattina a Bergamo. (il Resto del Carlino)