Cassazione. Omicidio Maltesi. Le motivazioni del secondo rinvio in Appello: "Deficit sulla premeditazione".
Sul punto dell'aggravante della premeditazione le motivazioni mostrano "evidenti deficit" rispetto a quelle che la esclusero nel processo di primo grado. Lo scrive la Cassazione nel motivare la sentenza con cui, a febbraio, ha annullato con rinvio per un appello "ter" la condanna all'ergastolo inflitta dalla Corte d'Appello di Milano a Davide Fontana, ex bancario 46enne che l'11 gennaio 2022 uccise e fece a pezzi l'ex fidanzata Carol Maltesi.
Nelle 24 pagine di motivazioni la Suprema Corte, che ha accolto il ricorso del difensore, avvocato Stefano Paloschi, evidenzia, spiegandoli nel dettaglio, una serie di "errori logici, prima ancora che argomentativi" da parte della Corte d'Appello che, nel secondo grado "bis", era stata chiamata dalla stessa Cassazione a motivare di nuovo l'aggravante della premeditazione, dopo che questa era stata esclusa in primo grado (condanna a trent'anni per Fontana) e riconosciuta nel primo processo d'Appello concluso con l'ergastolo, confermato pure nel secondo grado "bis".
Ora per la terza volta dovrà tenersi un procedimento d'appello, sempre "limitatamente alla circostanza aggravante della premeditazione" e un'altra sezione della Corte milanese, scrive la Cassazione, "in piena libertà di giudizio, ma facendo corretta applicazione dei principi enunciati", dovrà procedere "ad un nuovo esame".
Per la Cassazione, in particolare, i giudici dell'Appello "bis" non hanno correttamente motivato la premeditazione in particolare su due temi, tra cui la valutazione della "complessiva condotta posta in essere" da Fontana "nel periodo successivo al delitto", considerata nel primo grado "per escludere l'aggravante". (Il Giorno)