Brescia. Omicidio Yana Malaiko. Riconosciuta la premeditazione in Appello: Ergastolo per Dumitru Stratan.
È arrivata nel pomeriggio di oggi, mercoledì 22 aprile 2026, la sentenza della Corte d'Appello di Brescia, presieduta dalla giudice Eliana Genovese, nel processo per l'omicidio di Yana Malaiko. L'imputato Dumitru Stratan è stato condannato all'ergastolo: i giudici hanno riformato la decisione di primo grado.
Si chiude così il secondo capitolo giudiziario di una vicenda che aveva profondamente scosso l'opinione pubblica. La giovane, 23 anni, era stata uccisa nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023 a Castiglione delle Stiviere dall'ex fidanzato. Il corpo era stato ritrovato solo diversi giorni dopo, il 1º febbraio, nascosto all'interno di un trolley e occultato sotto una catasta di foglie e legna tra Castiglione e Lonato.
In primo grado Stratan era stato condannato a 20 anni di reclusione con rito abbreviato: la Corte non aveva riconosciuto la premeditazione, elemento che aveva permesso di ridurre sensibilmente l'ammontare della pena. In Appello, invece, la ricostruzione è stata rivista riconoscendo questa specifica aggravante, portando alla condanna al carcere a vita.
Prima della sentenza, spazio alle repliche: il procuratore generale Domenico Chiaro ha respinto con decisione la tesi della preterintenzionalità del delitto, sostenuta dalla difesa. Una ricostruzione "smentita dai fatti", ha sottolineato, ricordando come Yana fosse stata "gonfiata di botte", elemento confermato sia dai consulenti sia dal tribunale di primo grado.
Il procuratore generale ha inoltre smontato la ricostruzione alternativa della difesa, secondo cui la morte sarebbe avvenuta all'interno della valigia: ciò implicherebbe che Stratan l'avesse lasciata lì senza verificare se fosse ancora viva. "Non è umano", ha affermato, evidenziando come l'imputato, dopo essere entrato nella zona notte, abbia atteso diverse ore prima di lasciare l'abitazione.
Sulla stessa linea anche il pubblico ministero di primo grado Lucia Lombardo, che ha ricostruito una sequenza di comportamenti ritenuti compatibili con una pianificazione. Stratan avrebbe attirato Yana con il pretesto del cane, cercando nel frattempo su internet "come fabbricare del veleno" e trattenendosi in casa senza allontanarsi. Non si sarebbe trattato di un'aggressione improvvisa, dunque, ma dell'esito di un percorso: l'imputato ha raggiunto la vittima nella zona notte e lì l'ha uccisa. (Mantovauno.it)