Torino. Omicidio Daniela Florea. L'ex compagno Daniel Trandafir non risponde al Gip e resta in carcere.
Il fermo non è stato convalidato. Daniel Trandafir, però, resta in carcere. È la decisione della gip Anna Iadicicco sul 45enne idraulico di origine romena accusato di aver ucciso l'ex compagna Daniela Florea e di averne nascosto il corpo nell'appartamento di via Paisiello, a Torino.
Il giudice non ha ritenuto sussistente il pericolo di fuga che aveva portato al fermo, ma ha comunque disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Un passaggio processuale importante, che non cambia dunque la situazione concreta dell'indagato: Trandafir rimane detenuto mentre prosegue l'inchiesta coordinata dalla Procura di Torino.
Le accuse contestate sono pesantissime: femminicidio, maltrattamenti in famiglia e occultamento di cadavere. Nell'udienza celebrata venerdì 7 agosto davanti alla gip, il 45enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. In precedenza aveva sempre negato di essere responsabile della morte della donna.
Secondo quanto emerso dall'autopsia e dagli approfondimenti successivi, la morte sarebbe stata provocata da un grave trauma cranico e da una violenta compressione della bocca e del collo. Gli investigatori ritengono che il delitto sia maturato nel contesto della separazione e della mancata accettazione della fine della relazione da parte dell'uomo.
Trandafir era entrato quasi subito nell'inchiesta. La sera del ritrovamento gli investigatori lo avevano rintracciato insieme al figlio. Era rimasto inizialmente indagato a piede libero, mentre la Polizia ricostruiva spostamenti, contatti e ultime ore della vittima. Il 5 agosto è arrivato il fermo disposto dalla pm Delia Boschetto, dopo settimane di accertamenti.
L'inchiesta dovrà ancora stabilire definitivamente responsabilità e dinamica del delitto, nel rispetto della presunzione di innocenza. Ma il quadro giudiziario, rispetto alle prime ore successive al ritrovamento di Daniela Florea, è radicalmente cambiato: da una morte misteriosa in un appartamento di Barriera di Milano a un fascicolo aperto per femminicidio, maltrattamenti in famiglia e occultamento di cadavere, con l'ex compagno detenuto e indicato dalla Procura come il responsabile della morte della donna. (di Tommasi Chirone – Giornale La Voce)