La Spezia. Uccise l'ex compagna Tiziana Vinci. La perizia sull'imputato: "Capace di intendere e di volere".
Umberto Efeso, l'uomo che il 13 agosto di un anno fa uccise a coltellate la moglie Tiziana Vinci in una villa sulle alture di La Spezia, è "capace di intendere e di volere".
Lo hanno messo nero su bianco le psichiatre forensi Laura Ghiringhelli e Marina Carla Verga, super consulenti incaricate dalla Corte d'Assise del tribunale spezzino di eseguire una perizia sull'uomo accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione. La relazione, depositata poche settimane fa, sarà oggetto di discussione in Assise nell'udienza calendarizzata per lunedì 14 settembre.
Secondo le due professioniste – incaricate in tempi recenti per un altro caso che aveva scosso l'opinione pubblica, quello di Chiara Petrolini, la 22enne di Parma condannata in primo grado per aver ucciso e sepolto i suoi due figli – Umberto Efeso al momento dei fatti contestati dalla Procura spezzina non sarebbe stato affetto da alcuna patologia di natura psichiatrica tale da incidere con causalità rispetto a quanto accaduto.
Una conclusione al quale le due psichiatre forensi sono arrivate dopo molteplici incontri avvenuti nel penitenziario di Sanremo: nella relazione e nelle conclusioni depositate in tribunale, si fa riferimento a una persona isolata, allo sbando, animata da rabbia. L'imputato, inoltre, è da ritenersi in grado di sostenere e partecipare coscientemente al processo. (di Matteo Marcello – La Nazione)