Bologna. L'alibi di Leonardo Magri: "Non era in casa quando fu spento il telefono di Daniela Gaiani".
L'imputato non poteva essere a casa alle 23:36, l'orario in cui il telefono di Daniela Gaiani è stato spento manualmente. Lo dice davanti alla Corte d'Assise di Bologna il maresciallo Matteo Filippone, incaricato un anno fa dalla Procura di analizzare le copie forensi dei cellulari della 58enne, morta nel 2021, e del marito Leonardo Magri, a processo per omicidio volontario.
Gli accertamenti di Filippone sono arrivati a processo già iniziato, discussi solo nell'udienza di ieri per ragioni procedurali. Le analisi sono state affidate in un secondo momento, dopo il cambio di PM, fatte alla luce di nuovi software. E che sembrano dare un solido alibi a Leonardo Magri, in una vicenda su cui si deve chiarire se la donna si sia suicidata o se sia stata uccisa.
Il cellulare dell'imputato, le celle della rete dati agganciate, la sua auto, ripresa dai sistemi di telecamere targa system, i messaggi scambiati con l'amante: secondo il carabiniere tutto conferma che l'uomo sia stato lontano da casa dalle 22:30 alle 2:30 circa, cosi come Magri ha sempre dichiarato.
Il presidente della Corte si è soffermato in particolare su un presunto buco nei suoi spostamenti, tra le 23:45 e mezzanotte e un quarto. Tutto farebbe pensare che fosse fermo a 5 km da casa, almeno secondo le informazioni registrate da cellulare e auto. L'uomo ha sempre raccontato di avere trovato la moglie esanime con una fettuccia attorno al collo, legata alla testa del letto. L'orario del decesso di Daniela Gaiani è stato fissato tra le 21:00 e le 24:00 del 4 settembre 2021, anche se tali dati non sono mai emersi con oggettività nel processo.
La consulenza informatica di Filippone chiarisce anche che il cellulare di Magri non ha registrato agganci e sganci dal Wi-Fi di casa durante la notte, versione che contrasta con quella di un altro perito informatico, Giuseppe Ferraro, sempre incaricato dalla pubblica accusa, convinto invece dell'ipotesi che il cellulare si sia mosso in casa fino al mattino, magari da un piano all'altro.
Secondo Ferraro, inoltre, l'analisi delle celle telefoniche non sarebbe sempre oggettiva e andrebbe affiancata da altri accertamenti. Bisognerà dunque capire quale sarà l'orientamento finale della Procura. E se la Corte accetterà di fare nuove perizie medico legali, come richiesto dalle parti civili. (RaiNews)