Como. Accusato dell'omicidio di Ramona Rinaldi. Sull'accappatoio della vittima il DNA di Daniele Re.
C'era il DNA di Daniele Re sul nodo scorsoio realizzato sulla cintura di accappatoio stretto attorno al collo della convivente Ramona Rinaldi.
È quanto emerso durante l'udienza di ieri alla Corte d'Assise di Como per il presunto omicidio della donna di 39 anni, trovata morta nel febbraio dello scorso anno in casa sua a Veniano. Imputato nel processo è il compagno, accusato di averla uccisa e successivamente simulato il suo suicidio.
A svelare il retroscena sono stati gli esperti del laboratorio biologico del Ris di Parma, che hanno analizzato i reperti recuperati durante il sopralluogo dei Carabinieri nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2025. I due investigatori hanno riferito che la quantità di DNA dell'imputato sul frammento dell'accappatoio era tale da escludere un contatto casuale o fugace, ma di una manipolazione più intensa.
Secondo la Procura la presenza di tracce dell'imputato dimostrerebbe che è stato Daniele Re, la notte della tragedia, a realizzare il nodo scorsoio che poi è stato trovato stretto al collo della vittima. Inoltre, alla vigilia dell'udienza, lo psichiatra nominato dalla Corte d'Assise ha depositato la propria perizia sull'imputato, in base alla quale Daniele Re sarebbe risultato parzialmente incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso.
Della perizia si discuterà solo nella prossima udienza, quando l'esperto comparirà in aula per rispondere alle domande di accusa, difesa e parte civile. (di Paolo Moretti – La Provincia di Como)