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Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Il femminicidio di Ghizlan El Hadraoui a Modena

Vittima:
Ghizlan El Hadraoui
Killer:
Khalil Laamane
Località:
Modena
Data:
6 febbraio 2019
Foto panoramica di Modena
Foto panoramica di Modena.
Foto panoramica di Modena
Foto panoramica di Modena.

Ghizlan El Hadraoui, 37 anni, è stata ritrovata carbonizzata all'interno della sua auto la mattina del 6 febbraio 2019 nei pressi del termovalorizzatore di Modena. Un carabiniere di passaggio accortosi del veicolo in fiamme ha allertato la squadra mobile e successivamente si è scoperta l'identità della donna di origini marocchine.‍[1]

Il giorno seguente al tragico evento è stato fermato il marito Khalil Laamane, 49 anni, con le accuse di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Secondo gli inquirenti, avrebbe ucciso la moglie con almeno quattro coltellate alla schiena. Per sbarazzarsi del cadavere, l'uomo avrebbe caricato il corpo della trentasettenne nell'auto, guidato fino alla zona del termovalorizzatore per poi appiccare l'incendio e inscenare un suicidio. Il movente sarebbe la non accettazione della separazione decisa dalla donna circa otto mesi prima.‍[1][2] I due non vivevano più nello stesso appartamento e i figli, un ragazzino di 11 anni e una studentessa di 14, stavano con la madre.‍[3]

Khalil non ha compiuto alcuna ammissione durante gli interrogatori, tuttavia sono emersi diversi elementi che hanno confermato le ipotesi della procura, tra cui le immagini delle telecamere di sorveglianza che hanno filmato l'uomo nella zona dove è stata rinvenuta l'auto abbandonata alle fiamme.‍[4] Il legale della vittima, che stava seguendo le pratiche di separazione, ha reso noto che il precedente 21 gennaio era stata presentata in procura una denuncia da parte di Ghizlan perché il marito l'aveva minacciata di morte.‍[5]

Alcune settimane dopo l'esecuzione del provvedimento di fermo, il quarantanovenne detenuto nel carcere di Sant'Anna di Modena, ha tentato di suicidarsi provando a impiccarsi con una corda, ma è stato salvato dagli agenti della polizia penitenziaria prima che fosse troppo tardi.‍[6] In seguito a questo episodio l'uomo è stato trasferito nel reparto di osservazione psichiatrica della casa circondariale Le Novate di Piacenza. Nel mese di maggio è stata ordinata la disposizione di una perizia psichiatrica sull'accusato per rilevare la presenza di disturbi mentali e accertare se, il giorno del decesso della moglie, era in grado di intendere e di volere.‍[7] Il 13 settembre è stato reso noto l'esito di tale perizia nella quale è stato stabilito che l'uomo era in grado di intendere e di volere.‍[8]

Nel gennaio del 2020 è stato richiesto il rinvio a giudizio nei suoi confronti.‍[9] Il successivo 30 gennaio è stato riconosciuto responsabile dell'omicidio e condannato a 22 anni di reclusione.‍[10]

Note

  1. a b Ghizlan El Hadraoui, donna carbonizzata a Modena. Uccisa a coltellate, fermato ex marito. ilSussidiario.net. Archiviato dall'originale. Consultato l'8 marzo 2019.
  2. Omicidio e occultamento di cadavere, un delitto premeditato e realizzato in un'ora. ModenaToday. Archiviato dall'originale. Consultato l'8 marzo 2019.
  3. Modena, trovata morta carbonizzata in auto. "Una brava donna, che strazio". ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato l'8 marzo 2019.
  4. Omicidio Modena, l'ex marito di Ghizlan ripreso dalle telecamere. ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato l'8 marzo 2019.
  5. Omicidio Modena, Ghizlan era stata minacciata di morte dal marito. ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato l'8 marzo 2019.
  6. Omicidio Modena, il marito di Ghizlan tenta il suicidio. ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 20 marzo 2019.
  7. Omicidio di Ghizlan, perizia psichiatrica sul marito. Tv Qui. Archiviato dall'originale. Consultato il 4 giugno 2019.
  8. Omicidio Ghizlan, il marito era lucido. Gazzetta di Modena. Archiviato dall'originale. Consultato il 15 settembre 2019.
  9. Omicidio Ghizlan, Laamane rinviato a giudizio. Tv Qui. Archiviato dall'originale. Consultato il 13 gennaio 2020.
  10. Modena, uccisa e bruciata in auto. Marito condannato a 22 anni. ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 30 gennaio 2020.
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