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Domani sarà la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di instituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Il femminicidio di Rosalia Mifsud e Monica Diliberto a Mussomeli

Vittime:
Rosalia Mifsud e Monica Diliberto
Killer:
Michele Noto
Località:
Mussomeli
Data:
31 gennaio 2020
Uno scorcio panoramico di Mussomeli in provincia di Caltanissetta
Uno scorcio panoramico di Mussomeli, Caltanissetta (di Clemensfranz, licenza CC BY-SA 3.0)

Rosalia Mifsud, 48 anni, e sua figlia Monica Diliberto, 27 anni, sono state uccise a colpi di pistola da Michele Noto, 27 anni, nella notte tra il 30 e il 31 gennaio 2020 a Mussomeli in provincia di Caltanissetta.‍[1][2]

Uno scorcio panoramico di Mussomeli in provincia di Caltanissetta
Uno scorcio panoramico di Mussomeli, Caltanissetta (di Clemensfranz, licenza CC BY-SA 3.0)

Fra la quarantottenne e il ventisettenne ci sarebbe stata una relazione in passato che la donna aveva deciso di interrompere. Noto si era recato al secondo piano della palazzina dove abitava Mifsud nella tarda serata, probabilmente per avere un ultimo chiarimento. Non è escluso che il malintenzionato, portandosi dietro la sua pistola regolarmente detenuta, avesse da tempo premeditato il delitto. È proprio con quella che ha prima compiuto il duplice omicidio, ritrovandosi davanti anche la figlia della ex, poi si è suicidato puntandosi contro la stessa arma da fuoco.

Alla base del gesto ci sarebbe la gelosia e la non accettazione della fine di quel rapporto. Nessuno dei condomini si era accorto di cosa era successo. A rinvenire i cadaveri più tardi durante la notte è stato l'altro figlio di Rosalia, scampato alla strage perché non era in casa. Avvertito dal fidanzato di Rosalia, che non riusciva più a mettersi in contatto con la vittima, è accorso nell'appartamento facendo la tragica scoperta.‍[3][4]

Note

  1. Duplice femminicidio a Mussomeli: spara alla ex e alla figlia, poi si uccide. Giornale di Sicilia. Archiviato dall'originale. Consultato il 31 gennaio 2020.
  2. Uccide ex amante e figlia e si suicida. lasiciliaweb. Archiviato dall'originale. Consultato il 31 gennaio 2020.
  3. Mussomeli, folle ossessione amorosa. L'assassino ha sparato alla testa per uccidere mamma e figlia. Il Fatto Nisseno. Archiviato dall'originale. Consultato il 31 gennaio 2020.
  4. Doppio femminicidio a Mussomeli, il figlio di Rosalia: "Salvo perché non ero in casa". Giornale di Sicilia. Archiviato dall'originale. Consultato il 2 febbraio 2020.
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