Il femminicidio di Aurora Livoli a Milano

Vittima:
Aurora Livoli
Killer:
Emilio Gabriel Valdez Velazco
Località:
Milano
Data:
29 dicembre 2025
Uno scorcio della Chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio in provincia di Latina, dove sono stati celebrati i funerali di Aurora Livoli

Uno scorcio della Chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio in provincia di Latina, dove sono stati celebrati i funerali di Aurora Livoli (di Fabian Angeloni, licenza CC BY-SA 2.5)

Voce su Aurora Livoli

Aurora Livoli, 19 anni, è stata trovata morta il 29 dicembre 2025 in un angolo nascosto del cortile di un palazzo in via Privata Pablo Paruta, non molto distante da viale Padova nel quartiere di Crescenzago a Milano.‍[1] A compiere per primo la scoperta, per poi allertare i soccorsi, è stato uno dei custodi dello stabile intorno alle 8:30 di mattina.

Il corpo della vittima era semi svestito. Addosso aveva solo un paio di pantaloni, una felpa aperta sul petto e un paio di scarpe da tennis. A coprirla per ripararla dal freddo, o forse per pudore, solo una giacca. Accanto al cadavere, buttati a terra in maniera disordinata, gli slip, una felpa rossa, un pacchetto di sigarette e le calze.‍[2]

Gli investigatori hanno inizialmente ipotizzato che si trattasse di una senzatetto, dato che la giovane non aveva con sé un cellulare, né documenti o tessere di mense pubbliche, centri di accoglienza o dormitori. Per questo motivo l'identificazione ha richiesto più tempo del solito. La vittima è stata riconosciuta ufficialmente nel corso del pomeriggio del 30 dicembre, più di ventiquattro ore dopo il rinvenimento del corpo senza vita.

Uno scorcio di Monte San Biagio in provincia di Latina, paese d'origine di Aurora Livoli

Uno scorcio di Monte San Biagio in provincia di Latina, paese d'origine di Aurora Livoli

Aurora Livoli, nata a Roma, era residente a Monte San Biagio in provincia di Latina, ma dal precedente 4 novembre 2025 la ragazza si era allontanata da casa.‍[3] I genitori adottivi ne avevano denunciato la scomparsa il 10 dicembre, nonostante lei avesse detto loro di non avere intenzione di tornare a casa, senza fornire alcuna indicazione sul luogo in cui si trovasse.‍[4]

L'ultimo contatto telefonico tra la giovane e i genitori – il padre è un odontotecnico, mentre la madre è architetta – risalirebbe al 26 novembre 2025.‍[5] Un anno prima, Aurora Livoli si era laureata all'Istituto Tecnico Industriale Antonio Pacinotti di Fondi (Latina).‍[4] Dopo la scoperta del cadavere a Milano, il medico legale nella prima ispezione ha evidenziato ecchimosi sul collo e tumefazioni a un occhio. Ferite compatibili con un'aggressione culminata in uno strangolamento, sebbene nessuno dei residenti abbia riferito di urla o richieste di aiuto.

Il decesso si collocherebbe dopo le 22:00 del 28 dicembre 2025. Il successivo esame autoptico, svolto il 2 gennaio 2026, ha confermato l'aggressione ai danni della vittima e la morte per strangolamento, mentre per l'ipotesi di violenza sessuale bisogna attendere gli esami istologici. I Carabinieri, ben prima dei risultati dell'esame autoptico, avevano già seguito la pista dell'omicidio dopo aver visionato il filmato registrato da una telecamera di videosorveglianza nei dintorni del luogo del delitto.

Nel materiale, agli atti della Procura, si scorgono un uomo e Aurora Livoli mentre entrano insieme nel condominio di via Paruta alle 22:45, senza che lui faccia nulla per minacciarla o per costringerla a fare qualcosa contro la sua volontà. Poi, intorno all'una di notte, l'uomo viene immortalato dallo stesso occhio elettronico mentre, da solo, percorre il tragitto al contrario per allontanarsi dal complesso residenziale.‍[2]

L'individuo è stato identificato nei giorni successivi alla morte di Aurora Livoli. Si tratta di Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, originario del Perù, irregolare sul territorio nazionale e con vari precedenti per violenza sessuale.‍[6] L'immigrato era arrivato in Italia per la prima volta nel 2017 dallo scalo aeroportuale di Linate. Due anni dopo, il 4 agosto 2019, venne dichiarato irregolare e, due giorni dopo, da destinatario di un provvedimento di espulsione, fu accompagnato coattivamente alla frontiera.

Tornato nuovamente sul territorio nazionale, l'uomo era stato arrestato dai Carabinieri, allertati da un passante, la notte tra il 6 e il 7 ottobre 2019, vicino a via Padova a Milano, mentre stava violentando una diciannovenne connazionale per strada, dopo averla minacciata con un coccio di vetro e averla picchiata. Fu bloccato e portato a San Vittore, poi venne condannato a 9 anni.‍[7] All'epoca, però, non era ancora Emilio Gabriel Valdez Velazco nato il 19 novembre 1968, bensì aveva un altro alias: Emilio Graviel Baldes, nato il 19 novembre 1969.‍[8]

Intanto l'uomo aveva scontato soltanto 5 anni di reclusione e nel 2024 era ritornato libero.‍[9] Proprio nel 2024 il peruviano ottenne un secondo provvedimento di espulsione, che però non venne eseguito per il passaporto scaduto e per un certificato medico che attestava una patologia che lo rendeva non idoneo al trattenimento nel CPR (Centro di permanenza per i rimpatri).‍[7] L'escalation di tentativi di violenza sessuale, dunque, non si fermò. Infatti, nel luglio del 2024, Velazco fu indagato per aver stretto il collo e palpeggiato una quarantenne italiana a Cologno Monzese.

Un anno dopo, nel luglio del 2025, avrebbe preso di mira un'altra connazionale diciannovenne e avrebbe abusato di lei, sempre a Cologno Monzese, dove da circa due anni viveva ospite di una quarantatreenne salvadoregna che si occupava di pulizie domestiche.‍[8] Nonostante le indagini a suo carico, il peruviano rimase a piede libero perché non era stato aggiornato correttamente il suo casellario giudiziale. Infatti l'indagato risultava erroneamente incensurato, probabilmente a causa dei vari alias da lui usati.‍[9]

Quando era stato identificato nell'ambito delle indagini sulla morte di Aurora Livoli, l'uomo si trovava già in carcere dopo un fermo, avvenuto nella serata del 30 dicembre 2025, per tentata rapina.‍[10] Infatti il cinquantasettenne, la sera del precedente 28 dicembre, aveva aggredito ancora un'altra connazionale di 19 anni sulla banchina della stazione di Cimiano della metropolitana M2 di Milano.

Il malintenzionato aveva sorpreso la giovane alle spalle, stringendole un braccio attorno al collo per strapparle lo smartphone e metterle l'altra mano sulla bocca per impedirle di urlare. L'uomo l'aveva trascinata sulle scale, ma la ragazza, vedendo arrivare un convoglio, ha trovato la forza per divincolarsi e chiedere aiuto ai passeggeri appena scesi sulla banchina. Il peruviano ha così mollato la presa ed è scappato.‍[10]

Poco dopo, Valdez Velazco ha incontrato proprio Aurora Livoli. Lui e la ragazza si sono incrociati nel tunnel della stessa stazione, proprio nei minuti immediatamente successivi all'agguato dell'uomo alla diciannovenne peruviana. Il sottopasso della stazione metropolitana sbuca nel controviale di Palmanova, sul lato di via Padova, distante appena trecento metri da via Paruta.

Dopo essere entrato con lei nel cortile del condominio, il cinquantasettenne è uscito una prima volta intorno all'una, poi è rientrato per allontanarsi definitivamente alle 3:30 in direzione Cascina Gobba. Probabilmente Aurora Livoli era già morta prima dell'una di notte. Alle 8:30 uno dei custodi dello stabile ha scoperto il cadavere e ha chiamato il 112. Nelle stesse ore, la diciannovenne peruviana – aggredita da Valdez Velazco la sera prima – è andata in caserma a Pioltello per sporgere una denuncia.

Il volto del rapinatore ripreso dalle telecamere, inserito nel software per il riconoscimento facciale, ha rimandato un'altissima compatibilità con quello schedato del cinquantasettenne indiziato. La connazionale ne ha riconosciuto i lineamenti in un album fotografico. L'uomo è stato così rintracciato il pomeriggio del successivo 30 dicembre a Cologno Monzese. Nei giorni seguenti è arrivata, nei suoi confronti, anche all'accusa di omicidio volontario per la morte di Aurora Livoli.‍[6]

Nell'interrogatorio di garanzia, svolto l'8 gennaio 2026 nel carcere di San Vittore, Valdez Velazco ha confessato l'omicidio della vittima, ammettendo di averla strangolata.‍[11] "Ci siamo appartati sulla aiuola accanto all'ingresso principale– ha raccontato il peruviano –, sotto le finestre di un condominio. A un certo punto l'ho violentata... ma lei ha tentato di difendersi, urlava e quindi io le ho messo le mani sul collo e ho stretto, ma non pensavo di averla uccisa, perché l'ho vista assopita".

Uno scorcio della Chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio in provincia di Latina, dove sono stati celebrati i funerali di Aurora Livoli

Uno scorcio della Chiesa di San Giovanni Battista a Monte San Biagio in provincia di Latina, dove sono stati celebrati i funerali di Aurora Livoli (di Fabian Angeloni, licenza CC BY-SA 2.5)

Alla domanda dei pm sul perché ucciderla, il cinquantasettenne ha risposto: "Non lo so, ero sotto l'effetto di droga e alcol e credo di aver avuto un cortocircuito. Pensavo si fosse addormentata e sono quindi rimasto a vegliarla. Infatti l'ho coperta con una giacca perché faceva freddo, poi me ne sono andato. Solo dopo mi sono accorto che non avevo più il telefono in tasca, quindi sono tornato indietro a riprenderlo".‍[12]

Il difensore dell'uomo, rispondendo ai giornalisti, ha riferito: "Il mio assistito ha avuto una reazione a un cortocircuito, non voleva ucciderla e si è accorto soltanto dopo di averlo fatto. Lui stesso riteneva che la ragazza non fosse deceduta. Rientrato all'interno del condominio per prendere il cellulare che aveva dimenticato, è rimasto quasi a vegliare la giovane ritenendola assopita, ma di fatto ha vegliato un cadavere, che ha coperto con un giubbotto".‍[13]

Lo stesso legale ha aggiunto che Velazco e Aurora Livoli non si conoscevano, poiché lei lo aveva incontrato per la prima volta nel sottopasso della stazione di Cimiano la sera del 28 dicembre. La diciannovenne, ha precisato l'avvocato, gli avrebbe chiesto un aiuto economico per acquistare un pacchetto di sigarette, poi i due si sono recati nel cortile del condominio in via Paruta: "Sono entrati insieme, non c'è stata costrizione. La ragazza è entrata spontaneamente". Sull'ipotesi di violenza sessuale, il difensore del cinquantasettenne ha rivelato: "Il mio assistito ha subito una resezione prostatica, quindi non è in grado di avere rapporti sessuali completi".‍[13]

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo per omicidio volontario. Nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip ha evidenziato che "l'analisi degli indici sintomatici della volontà omicida non lascia dubbio in ordine al fine ultimo efficacemente perseguito dall'uomo, il quale, dopo aver agganciato la persona offesa in metropolitana, la conduceva in un luogo isolato, notte tempo, al fine di abusare della stessa sessualmente".

Il peruviano – si legge ancora nell'ordinanza – si era avvicinato ad Aurora Livoli con "modi convincenti, facendosi forte non solo della rilevante differenza di età ma, con tutta verosimiglianza, dello sfruttamento delle condizioni personali di inferiorità della diciannovenne, che ha poi ucciso". Per il giudice, il provvedimento di custodia cautelare in carcere si rende necessario, sia per i precedenti giudiziari, ovvero "le violenze sessuali nei riguardi di altre donne", sia perché Velazco potrebbe "commettere ulteriori gravi reati della stessa specie, ovvero con l'uso di armi o di altri mezzi di violenza personale".‍[14]

Note

  1. Donna trovata morta in un cortile a Milano, si indaga per omicidio. ANSA · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 gennaio 2026.
  2. a b Donna uccisa in via Paruta, il mistero è doppio: ma il probabile assassino è stato ripreso dalle telecamere. Il Giorno · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 gennaio 2026.
  3. Aurora Livoli, 19 anni di Latina: identificata la ragazza trovata morta in via Paruta a Milano. Il Giorno · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 gennaio 2026.
  4. a b Aurora Livoli, cos'è successo alla ragazza trovata morta a Milano? Il diploma, l'università e quel messaggio sui social: «Ho Lucifero dentro me». Corriere.it · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 gennaio 2026.
  5. Aurora Livoli, la 19enne di Roma trovata morta a Milano. La pista del femminicidio, caccia all'uomo che era con lei. RomaToday · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 gennaio 2026.
  6. a b Aurora è stata strangolata: l'uomo accusato dell'omicidio della 19enne è un rapinatore con precedenti per stupro. Il Giorno · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 gennaio 2026.
  7. a b Omicidio di Aurora Livoli, prima di lei violenze su altre tre giovani. Valdez aveva evitato l'espulsione grazie a un certificato. Corriere.it · Archiviato dall'originale. Consultato il 5 gennaio 2026.
  8. a b Valdez, una vita (irregolare) da predatore sessuale: la passione per le giovanissime e la mossa della stretta al collo. Il Giorno · Archiviato dall'originale. Consultato il 5 gennaio 2026.
  9. a b "A piede libero per un errore nel casellario": perché il presunto assassino di Aurora Livoli risultava incensurato. Il Fatto Quotidiano · Archiviato dall'originale. Consultato il 9 gennaio 2026.
  10. a b Chi è l'uomo indagato per la morte di Aurora Livoli: svolta nel giallo di via Paruta a Milano. Il Giorno · Archiviato dall'originale. Consultato il 3 gennaio 2026.
  11. Aurora Livoli strangolata e lasciata morire in cortile, Velazco confessa: "Pensavo fosse assopita, ho vegliato su di lei". Today · Archiviato dall'originale. Consultato l'8 gennaio 2026.
  12. Aurora, strangolata a 19 anni. La confessione horror di Emilio Valdez Velazco: "Ecco come l'ho uccisa. Prima lo stupro e poi l'omicidio". Il Giorno · Archiviato dall'originale. Consultato il 9 gennaio 2026.
  13. a b Omicidio Aurora Livoli, la confessione dell'assassino: ha violentato e strangolato la 19enne a Milano. Il Giorno · Archiviato dall'originale. Consultato l'8 gennaio 2026.
  14. Aurora Livoli, da parte di Velazco "chiara volontà omicida". Potrebbe uccidere ancora. LatinaToday · Archiviato dall'originale. Consultato il 20 gennaio 2026.

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