Lecce. Uccise la moglie Aneta Danelczyk a Taurisano: Contestata l'aggravante della minorata difesa.

Immagine della notizia (Immagine di Giuseppe Milo su Flickr — CC BY 2.0)

Lecce. Uccise la moglie Aneta Danelczyk a Taurisano: Contestata l'aggravante della minorata difesa.

Nuova aggravante, contestata dal pm Luigi Mastroniani, nel processo che si sta celebrando davanti alla Corte d'Assise di Lecce nei confronti di Albano Galati, il 57enne di Taurisano imputato per il femminicidio della moglie Aneta Danelczyk, detta Stefy, 50 anni.

Si tratta della minorata difesa della vittima, circostanza formulata dall'accusa alla luce di quanto emerso nel corso dell'istruttoria dibattimentale: la donna era invalida al 100 per cento, condizione che – secondo il pubblico ministero – la poneva in una situazione di particolare vulnerabilità al momento dell'aggressione avvenuta il 16 marzo 2024 nell'abitazione familiare.

Nel corso della stessa udienza sono stati ascoltati i consulenti tecnici chiamati a esprimersi sulla capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento dei fatti, oltre che sulla sua capacità di stare in giudizio. È stato sentito il consulente della difesa, unico nominato dagli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, che ha illustrato un quadro clinico caratterizzato da problematiche di natura psichiatrica.

Secondo la sua valutazione, tali condizioni avrebbero inciso sulla capacità di intendere e di volere di Galati al momento dell'azione e sulla piena consapevolezza processuale. Di diverso avviso, invece, i consulenti delle parti civili, che hanno ritenuto non compromessa né la capacità di intendere e di volere al momento del fatto, né quella di partecipare coscientemente al processo.

Galati era in aula, per l'esame dell'imputato, ma l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pubblico ministero e delle altre parti. (di Roberta Grassi – Quotidiano Di Puglia)

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