Voce su Loredana Ferrara
Uno scorcio panoramico di Vignale Monferrato in provincia di Alessandria (di Davide Papalini, licenza CC BY-SA 3.0)
Loredana Ferrara, 53 anni, è stata uccisa a coltellate in strada a Vignale Monferrato, in provincia di Alessandria, nel corso del tardo pomeriggio del 20 aprile 2026.[1]
L'aggressione mortale si è consumata in via Manzoni, nei pressi di Piazza Italia, nel centro del paese. Nelle ore successive i Carabinieri hanno sottoposto ad arresto il presunto responsabile del delitto. Si tratta dell'ex compagno della donna: Silvio Gambetta, 57 anni.
L'uomo avrebbe prima investito la vittima con il proprio fuoristrada e poi, sceso dall'abitacolo, l'avrebbe colpita con una coltellata alla gola. Il malintenzionato si poi allontanato dal posto a piedi, lasciando la donna agonizzante sull'asfalto. L'aggressione sarebbe avvenuta sotto gli occhi di alcuni testimoni presenti sul luogo del delitto. I soccorsi, successivamente intervenuti in via Manzoni – poco distante dalla casa dove i due avevano vissuto prima della separazione –, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della vittima.[2]
Gambetta è noto nella zona per ragioni sportive, essendo attivo nel podismo a livello regionale. Anche la signora Ferrara praticava il podismo e aveva corso alla "Staffetta della Pace", organizzata dal Club per l'Unesco di Vignale Monferrato. La donna, originaria di Terruggia in provincia di Alessandria (dove risiedono alcuni parenti),[3] era anche madre di una figlia adulta, avuta da una precedente relazione.
Secondo le ricostruzioni, la relazione tra Ferrara e Gambetta era terminata da diversi mesi. Dopo la separazione, la cinquantatreenne aveva lasciato Vignale e si era trasferita, prima a Frassinello e poi a Camagna, sempre nel Monferrato. La figlia maggiorenne vive con il papà in Veneto per motivi di studio.
La donna avrebbe più volte riferito ad amici e conoscenti le condotte maltrattanti da parte dell'ex compagno. L'uomo avrebbe cominciato a perseguitarla dopo la rottura e, a quel punto, la signora Ferrara aveva deciso di lasciare Vignale e di trasferirsi altrove. Non risultano tuttavia segnalazioni o denunce alle forze dell'ordine per reati da "Codice Rosso".[4]
Dopo l'arresto eseguito dai Carabinieri in "quasi flagranza", Gambetta è stato condotto in carcere con l'accusa di omicidio volontario, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Nel corso dell'interrogatorio dinanzi agli inquirenti, il cinquantasettenne si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Nei giorni successivi, al termine dell'udienza di convalida dell'arresto, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato la custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura di Vercelli, competente sul territorio di Vignale Monferrato.[5]