Voce su Stefania Rago
Stefania Rago, 46 anni, è stata uccisa dal marito Antonio Tommaso Fortebraccio, 48 anni, nel corso della serata del 23 aprile 2026 all'interno dell'abitazione della coppia in via Gaetano Salvemini a Foggia.[1][2]
Uno scorcio di Piazza Umberto Giordano a Foggia (di Morenodl, licenza CC BY-SA 4.0)
Dopo aver compiuto l'omicidio, il quarantottenne si è costituito alla caserma dei Carabinieri della locale stazione. Davanti ai militari, sotto shock, l'uomo avrebbe chiesto aiuto perché la moglie era stata ferita da dei colpi d'arma da fuoco, aggiungendo di non sapere se la donna fosse morta. Quando i Carabinieri e i sanitari del 118 sono giunti nell'abitazione della coppia, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della vittima.[3]
Fortebraccio, di professione guardia giurata – in servizio al Policlinico di Foggia –, avrebbe sparato quattro colpi d'arma da fuoco contro la coniuge al culmine di un litigio fra le mura domestiche. Non ci sarebbe stata, tuttavia, una colluttazione pregressa, poiché l'autopsia non ha rilevato segni di difesa sul corpo della vittima. L'uomo avrebbe utilizzato la propria pistola d'ordinanza per compiere il delitto. I proiettili sarebbero stati esplosi a distanza ravvicinata, mentre la donna è stata ferita all'altezza del cuore, all'addome e su entrambi gli arti superiori.[4]
In passato la signora Rago aveva lavorato come consulente per i prodotti AVON e presentatrice di bellezza. La quarantaseienne era sposata da molti anni con Fortebraccio. La coppia aveva due figli, una ragazza di 27 anni e un ragazzo di 23, che al momento del delitto non si trovavano in casa.
Secondo le testimonianze dei vicini, negli ultimi tempi ci sarebbero state frequenti discussioni tra la vittima e il marito. Anche la sera del 23 aprile, poco prima degli spari, si sarebbe consumato un ennesimo litigio. Non risultano tuttavia pregresse segnalazioni o denunce per maltrattamenti o violenze domestiche riguardanti i due coniugi.
Il padre della vittima aveva riferito alla stampa locale: «Erano sposati da quasi 30 anni e mia figlia aveva deciso di separarsi. C'erano problemi nella coppia, nel senso che lui era troppo geloso. Geloso di tutto quello che faceva. Lei andava in palestra e ultimamente aveva deciso di lasciarlo. Lo aveva detto a noi e lo aveva detto pure a lui».[3]
Una circostanza confermata anche dai due figli della coppia: "Più volte aveva chiesto il divorzio, ma lui non lo accettava. Questa volta aveva preso una posizione ferma, voleva essere libera. Lui non accettava che lei si rifacesse una vita. Era diventato ossessivo. Nostra madre aveva studiato e lavorato in diversi posti, ma a un certo punto aveva smesso. Aveva paura. Non era libera, non lo è mai stata davvero. Anche quando provava a lavorare o a rendersi autonoma, veniva scoraggiata, abbattuta moralmente".[5][6]
Dopo un lungo interrogatorio in caserma, Fortebraccio è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato tradotto in carcere, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.[7] Il successivo 27 aprile, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, il quarantottenne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo.[8]
La Procura di Foggia ha contestato all'uomo il reato di femminicidio, da pochi mesi introdotto nell'ordinamento legislativo. Secondo gli inquirenti, Fortebraccio avrebbe ucciso la moglie, ormai ex compagna, perché lei aveva chiesto la separazione e, il giorno prima dell'omicidio, la donna lo aveva fatto convocare dal proprio avvocato per espletare le pratiche del divorzio.[9]