Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Elena Ceste a Isola d'Asti

Vittima:
Elena Ceste
Killer:
Michele Buoninconti
Località:
Isola d'Asti
Data:
18 ottobre 2014

Voce su Elena Ceste

Casalinga di 37 anni scomparsa dalla sua abitazione di Costigliole d'Asti il 24 gennaio 2014. A denunciarne la sparizione era stato il marito, Michele Buoninconti, 44 anni, riferendo di aver accompagnato in mattinata i figli a scuola mentre la moglie era in casa, poi di ritorno nell'appartamento non ha più trovato la donna. I resti del suo cadavere sono stati poi rinvenuti il 18 ottobre 2014 nel Rio Mersa, un canale di scolo nelle campagne di Isola d'Asti, a poche centinaia di metri dall'abitazione in cui viveva insieme al coniuge e ai 4 figli.

Per via dell'avanzato stato di decomposizione di quei resti, non è stata accertata la causa della morte, né è stato possibile appurare la tipologia di lesioni subite dalla vittima. Tuttavia la relazione dell'esame autoptico ha stabilito, per esclusione, il decesso per strangolamento. Il marito fu iscritto nel registro degli indagati e arrestato nel gennaio del 2015. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato lui a uccidere la moglie in casa per poi nasconderne il cadavere dopo averlo trasportato fino al canale idrico dove fu abbandonata. Inoltre la comparazione dei tabulati delle celle telefoniche collocarono il marito proprio nei pressi del Rio Mersa la mattina del 24 gennaio.

L'uomo si è sempre dichiarato innocente e i legali della difesa hanno fortemente contestato le modalità con cui sono state condotte le indagini da parte della procura di Asti. Nonostante ciò, per i giudici Buoninconti è stato considerato colpevole di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Secondo le motivazioni della sentenza definitiva emessa dalla Corte di Cassazione, l'uomo avrebbe commesso il delitto per vendetta di fronte ai tradimenti comprovati da parte della donna, agendo con premeditazione ed evidente volontà di depistare da sé i sospetti.

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