Spoleto. Omicidio Laura Papadia. Nicola Romita rinviato a giudizio: No alla perizia psichiatrica.
Nicola Gianluca Romita, 48 anni, è stato rinviato a giudizio per l'omicidio della moglie Laura Papadia, strangolata il 26 marzo scorso nell'appartamento di via Porta Fuga a Spoleto.
Lo ha deciso oggi la gup Teresa Grano al termine dell'udienza preliminare confermando la sola aggravante del vincolo coniugale contestata dal sostituto procuratore Alessandro Tana e respingendo quella della premeditazione, che è stata sollecitata dalle parti civili.
Nel corso dell'udienza, Romita ha reso dichiarazioni spontanee. «Quel giorno è un buco nero nella mia vita: non ricordo nulla di quella mattina», ha detto nel corso dell'udienza a porte chiuse a cui ha partecipato anche uno dei fratelli di Laura Papadia, che ha preferito non commentare.
L'imputato ha parlato anche delle difficoltà nel rapporto con la moglie, riferendo di discussioni legate al desiderio di Papadia di avere un figlio, che lui non voleva perché ne aveva già avuti da precedenti relazioni. Romita in aula non si è scusato, né si è detto pentito.
A poche settimane dal delitto – è emerso oggi –, l'uomo aveva inviato una lettera ai familiari di Laura Papadia per chiedere perdono, ma loro l'hanno rispedita al mittente.
Nel corso della mattinata, il difensore di Romita, Luca Maori, ha depositato una doppia consulenza psichiatrica e psicologica che attribuisce all'imputato un'infermità totale al momento del delitto, chiedendo al gup di disporre una perizia per accertare le condizioni del 48enne. La richiesta non è stata accolta. (di Chiara Fabrizi – Umbria24)