Bergamo. Uccise Sharon Verzeni a Terno d'Isola. Moussa Sangare condannato in primo grado all'ergastolo.

Immagine della notizia (Immagine di Zairon su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Bergamo. Uccise Sharon Verzeni a Terno d'Isola. Moussa Sangare condannato in primo grado all'ergastolo.

La Corte d'Assise di Bergamo ha condannato Moussa Sangare all'ergastolo per l'omicidio di Sharon Verzeni, la 33enne uccisa a coltellate a Terno d'Isola nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024.

La sentenza ha riconosciute le aggravanti della premeditazione, della minorata difesa e dei futili motivi, con pieno accoglimento dell'impianto accusatorio. Nella requisitoria il pubblico ministero Emanuele Marchisio ha definito il delitto "orripilante", attribuendolo non a un movente razionale ma a un "osceno impulso omicidiario". Ha descritto l'imputato come "un narciso impenitente che decide di sacrificare una vita umana per soddisfare il proprio ego".

L'autopsia ha rilevato cinque ferite, quattro mortali, ritenute "tecnicamente perfettamente corrispondenti" al racconto dell'imputato. Anche l'arma indicata sarebbe in "esatta corrispondenza" con le lesioni; l'assenza di tracce ematiche è stata attribuita all'occultamento del coltello prima in uno zaino, poi in un prato umido per essere infine sepolta vicino all'Adda.

La pubblica accusa ha ribadito che l'imputato "non è pazzo, non ha agito a caso" e che il disturbo narcisistico antisociale diagnosticato è "moderato" e non incide sulla capacità di intendere e volere. "Non ha mai chiesto scusa", ha aggiunto il pm Marchisio, definendo "oltraggiose" le ipotesi alternative prospettate dalla difesa. Come quella di un fantomatico amante della vittima autore del delitto.

La difesa, rappresentata dall'avvocata Tiziana Baccicca, aveva chiesto l'assoluzione invitando la Corte a basarsi sulle prove scientifiche, evidenziando l'assenza di tracce di DNA o sangue riconducibili all'imputato e parlando di un elemento decisivo che renderebbe fragile la confessione. Dopo ore di camera di consiglio, il verdetto del processo di primo grado: ergastolo. (di Fabio Viganò – BergamoNews)

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