Terni. Al via il processo per l'omicidio di Laura Papadia. Chiesta la perizia psichiatrica per l'imputato.
Si è aperto oggi, lunedì 16 marzo 2026, davanti alla Corte d'Assise di Terni, il processo a carico di Nicola Gianluca Romita, 48 anni, rinviato a giudizio per l'omicidio della moglie Laura Papadia, strangolata il 26 marzo del 2025 nell'appartamento di via Porta Fuga a Spoleto.
Nel corso dell'udienza sono stati ascoltati alcuni degli operanti intervenuti sulla scena del crimine, nonché sul ponte delle Torri dal quale l'imputato, non appena commesso il femminicidio, minacciava di gettarsi. La donna che dalla sala operativa del commissariato ha parlato con Romita, gestendo contestualmente l'intervento delle pattuglie sul posto ha detto: «Alternava crisi di pianto a momenti di quiete. Non era sincero».
«La telefonata è durata circa un'ora e quaranta minuti – ha riferito la testimone –. Alla richiesta del motivo per cui volesse compiere l'estremo gesto, l'uomo ha riferito: "Penso di aver fatto male a mia moglie". Nel contempo raccontava di non volere altri figli perché ne ha uno malato in Sardegna». A quel punto è scattato l'intervento delle forze dell'ordine anche a casa della coppia.
Per entrare nell'abitazione, i Vigili del Fuoco hanno rotto una finestra. Il corpo di Laura Papadia, come esposto da un altro testimone, era riverso a terra, in posizione supina accanto al letto disfatto. Sul lenzuolo c'erano un taglierino e un grosso coltello da cucina con una lama di circa 20 cm. Intanto Romita sul ponte, continuava a passeggiare avanti e indietro mentre era al telefono con il commissariato. L'uomo si sarebbe sporto due volte dal parapetto; aveva con sé un coltello, lo ha gettato nel vuoto assieme al cellulare quando ha deciso di interrompere la conversazione e consegnarsi agli agenti presenti.
La Corte ha già calendarizzato tutte le prossime udienze; decine di testimoni da ascoltare. Intanto il difensore di Romita, Luca Maori, ha depositato, come già fatto in sede di udienza preliminare, una consulenza psichiatrica. La sua richiesta resta quella di disporre una perizia per accertare le condizioni del 48enne quando ha commesso il crimine. Il consulente sarà ascoltato prossimamente. (di Mar.Ros. – Umbria 24)