Bologna. Accusato dell'omicidio della moglie. "Quando il telefono venne spento, lui non era in casa".

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Bologna. Accusato dell'omicidio della moglie. "Quando il telefono venne spento, lui non era in casa".

Nell'udienza tenutasi ieri sono state mostrate in aula le foto del cadavere e fatta ascoltare la telefonata del 118 con cui il marito chiama i soccorsi, al mattino. In Corte d'Assise a Bologna è ripartito il processo per la morte di Daniela Gaiani, la 58enne trovata senza vita nel suo letto, presumibilmente strangolata da una cintura nel settembre 2021, nella casa di Castello d'Argile.

Imputato per omicidio Leonardo Magri, 63enne marito della vittima, attualmente a piede libero. Una morte per molto tempo inquadrata come suicidio e su cui anche negli ultimi mesi non è stata fatta ancora chiarezza. Il presidente della Corte, Fabio Cosentino, non ha ammesso formalmente le nuove consulenze della Procura, né quelle delle parti civili perché subentrate a processo già iniziato: potranno però essere acquisite più avanti.

Ma degli esiti dei nuovi accertamenti informatici dell'accusa – che andrebbero a sorpresa a favore dell'imputato – ha parlato in aula come testimone il comandante dei Carabinieri, Claudio Gallu. Software recenti hanno infatti permesso di stabilire che il cellulare di Daniela Gaiani sarebbe stato spento manualmente alle 23:36, momento compatibile con quello della morte. Ma non con la presenza di Magri a casa.

Secondo la ricostruzione fatta dal carabiniere, a quell'ora la celle telefoniche, il sistema informatico della sua auto e le telecamere in strada confermerebbero che il marito era a Pieve di Cento, a qualche chilometro da casa, per un incontro con un'altra donna con cui aveva una relazione.

"Le celle non sono precise e coprono più chilometri", protestano nel controesame delle parti civili. Intercettazioni presentate in aula hanno parlato anche della paura di Magri degli orari dei suoi spostamenti. Di una crisi matrimoniale e di una donna, Daniela Gaiani, che da mesi viveva in una condizione di isolamento, abusando di alcol e farmaci. (di Sara Scheggia – RaiNews)

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